Mille sono le possibilità offerte dalla Natura per colorare i saponi in modo naturale.

I coloranti di sintesi non mi piacciono. Troppo facile utilizzarli e il risultato troppo scontato. Mi voglio complicare la vita! Ed ecco che ho cominciato a studiare, grazie al gruppo Facebook “Il mio sapone“, ideato da Patrizia Garzena, colei che ha importato in Italia il sapone col metodo a freddo, le mille e più possibilità offerte dalla natura. Qui vi presento i miei primi due esperimenti per colorare il sapone in modo naturale.

Sapone giallo all’acetosella (Oxalis pes-caprae)

Grazie a Manuela, una partecipante al suddetto gruppo Facebook, ho barattato un sacchettino di fiori essiccati di acetosella gialla. In Alto Adige, dove vivo io, non si trovano spontanei, mentre abbondano nel Sud Italia. Rendono piuttosto bene, per cui ne ho messi solo 5g in 200 g di acqua. Li mettete a freddo in acqua, fate sobbollire per una decina di minuti e poi lasciate raffreddare. Quasi la metà dell’acqua evaporerà. Con questa dose sono riuscita a fare un po’ più di mezzo chilo di sapone.

Fiori di acetosella gialla in infusione

Filtrate bene e otterrete un liquido di colore giallo ocra. Se dovesse essere evaporato troppo, allungate un po’ con acqua fredda. Però, ovviamente, più acqua aggiungete, meno carico sarà il colore del sapone.

Infuso di acetosella gialla, dal colore giallo ocra.

Poi procedete con la vostra ricetta di saponificazione preferita. Potete partire dalla ricetta del sapone base che trovate nel nostro sito. L’unica peculiarità è quella di utilizzare al posto dell’acqua l’infuso di acetosella gialla.

Quando mettete la soda caustica nell’infuso, subito il colore del liquido virerà verso un rosso intenso… che purtroppo non resterà nella colorazione finale.

Infuso di acetosella gialla dopo il contatto con la soda caustica, di colore rosso cupo

Alla fine otterrete invece un sapone di colore giallo intenso, dalla colorazione duratura. Grandissima soddisfazione colorare il sapone in modo naturale!

Sapone giallo tinto con l'infuso di acetosella gialla.

Sapone rosa antico al rumex (Rumex obtusifolius e altre specie)

A seconda di dove vi trovate, in primavera (più o meno inoltrata) potete partire alla caccia del rumex. Tutte le specie di rumex tingono di rosa antico o addirittura di bordeaux. È una pianta infestante, relegata al ruolo di erbaccia, che si trova un po’ in tutta Italia. Io ho trovato e provato il Rumex obtusifolius nei prati di città e il Rumex alpinus accanto alle malghe tra le Alpi… per intenderci: ce ne è un’infinità dove pascolano le mucche e il terreno è molto ricco grazie alle loro digestioni. Dovete raccogliere la radice. Per fortuna non è una pianta rara, quindi mi piange meno il cuore quando la estirpo senza pietà. Vi occorre un coltello molto lungo e resistente e un bel po’ di pazienza per riuscire ad ottenere il vostro prezioso bottino.

Radice di rumex obtusifolius

Pulite molto bene le radici, pelatele, tagliuzzatele e mettetele per una settimana / 10 giorni in infusione in olio d’oliva. Potete ottenere tutte le sfumature che volete… in maniera abbastanza imprevedibile. Dipende dalla proporzione di radice in olio e da quanto di questo olio (ovviamente preventivmaente filtrato) utilizzerete nella composizione degli oli del sapone. Il rosa antico che vedete nella foto è stato ottenuto con circa 20g di radici pulite in 150g di olio. Filtrato era circa 130g, a cui ho aggiunto un’altra 70ina di grammi di oli vari, per arrivare a 200g di oli totali.

Oleolito giallo fatto con la radice di Rumex obtusifolius

Otterrete un oleolito di colore giallo intenso, che a contatto con la soda cambia colore… che continuerà a cambiare man mano che il sapone nello stampo si solidificherà. A me alla fine è diventato rosa antico. Purtroppo dopo alcuni mesi vira verso il marroncino, come spesso accade se si prova a colorare il sapone in modo naturale.

Colorare il sapone in modo naturale è bellissimo e dà molte soddisfazioni, soprattutto se le piante ve le coltivate da voi, oppure se le andate a raccogliere spontanee. Potete frugare nel succitato gruppo e troverete chi fa esperimenti col rabarbaro, con la carota, con gli spinaci… Solo ricordatevi che dovete essere pronti alle delusioni e a dei risultati inaspettati. È il bello della Natura, la sua imprevedibilità!

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