A Cernobbio, su una lingua di terra verticale e leggermente scoscesa, c'è un giardino con 130 specie botaniche provenienti da tutto il mondo. Un luogo esotico curato da una Signora speciale: per tutti è Nonna Pupa, 89 anni di energia, amore e una storia lunga 30 anni da raccontare: che inizia con una discarica.

Nel giardino della Valle a Cernobbio ci sono le ortensie permalose, i gelsi da carta del Borneo altresì chiamati ‘piantacce’, l’elegante rosa, l’esotica palma, il portatore di buone notizie, l’elleboro;  più che un giardino, è un’entità. Il giardino della Valle lo cura personalmente la Signora Pupa, conosciuta anche come nonna Pupa, una donna-ragazza di 89 anni, madre e spirito di questo pezzo di terra, circa 1 ettaro, incastonata sulle colline del Lago di Como e che 30 anni fa era una discarica. Il microclima e lo spirito di Nonna Pupa hanno creato un’oasi incantata, fuori dall’ordinario vedere, una boscaglia estremamente ordinata dove convivono 130 specie botaniche differenti e provenienti da tutto il mondo. Al centro del giardino, che si sviluppa su una lingua di terra verticale e in salita, scorre un ruscello che lo taglia in due. Su entrambi i versanti si dipanano sentieri nascosti, archetipi spiraleggianti, sculture di legno di castagno, panchine e laghetti, che ornano il giardino incantevolmente.

Occhi azzurri, intenti certi

Nonna Pupa è una Signora dagli occhi celesti come il cielo, la tempra la percepisci semplicemente guardandola.

Signora Pupa una storia affascinante quella del Giardino!
Già, si rimane sempre un po’ sbalorditi nell’ascoltarla. Al suo posto, 30 anni fa, c’era una discarica abusiva, un luogo dimenticato da Dio. Quando ho iniziato a bonificare vi ho trovato davvero di tutto, dalle scarpe ai materassi, dai televisori agli scarti edili…

Ma chi glielo ha fatto fare?
Non lo so! Con me viveva mia nipote Giulia che, ogni giorno, accompagnavo a scuola. Passavamo sempre qui vicino, sentivamo il dolce scorrere del ruscello, ma non riuscivamo a vedere niente a causa dei rovi che coprivano l’immondizia, quasi a vergognarsene. Con Giulia iniziammo a sognare un giardino; fu allora che chiesi al sindaco se si poteva fare e da lui ricevetti il benestare. Nessuno volle darmi una mano, neppure nel vicinato. Gli unici a darmi sostegno furono i due miei nipoti e un pizzico di follia. Con loro cominciammo a estirpare i rovi, raccogliemmo tutto e, alla fine, c’erano l’equivalente di due camion grandi pieni di qualsiasi cosa. Il passaggio successivo fu la piantumazione e tutto ciò che vede: ad allora sono sopravvissuti solo questi due gelsi da carta provenienti dal Borneo che, in tarda primavera, sviluppano un’imponente chioma che ci regala ombra.
Per 18 anni sono andata avanti da sola, caparbiamente e follemente.

Nasce l’Associazione I Giardini dell Valle

Dieci anni fa, degli amici consigliarono a Ida, nome di Nonna Pupa, di costituire un’associazione culturale: nacque l’Associazione I Giardini della Valle con uno Statuto che delinea quella che era, e che è, l’idea di giardino, una culla di artisti emergenti e uno spazio per ospitare corsi di yoga e attività intellettuali in generale.

Chi l’aiuta Signora Pupa?
In questo momento faccio tutto da sola, sia l’organizzazione e gestione del giardino che quella culturale. Ho 88 anni! Da sola non ce la faccio più. Non ci sono volontari, solo un signore che viene la domenica mattina e un altro che a metà settimana rastrella le foglie, in modo da tenere pulito il giardino. Non si può chiedere a una donna della mia età di faticare come a 60 anni. Ogni anno questo giardino mi sembra più grande.

Qual è il carattere che le piace di più tra le sue piante?
L’elleboro lo adoro, è una pianta che annuncia la primavera. Le piante sono come gli esseri umani, cercano l’adattamento e, in questa loro ricerca, “combattono” tra di loro: quelle più adattabili sopravvivono. Quelle deboli no. È la biodiversità. Anch’esse sono un po’ arriviste, alcune vogliono sovrastarne altre; poi ci sono le brave persone, ognuna col suo peculiare carattere: ad esempio le ortensie sono colpevolizzanti ma non prevaricatrici, basta che tu ti dimentichi di bagnarle che le foglie subito appassiscono. I due gelsi da carta, invece, io li ho soprannominati ‘le piantacce’: hanno 30 anni e radici lunghissime. Per sopravvivere sorbiscono tutta l’acqua e il cibo nei loro dintorni!

Creare un giardino è un po’ come ricreare una vita Signora Pupa?
Tra me e il giardino c’è un legame particolare. Io avevo una figlia che si è ammalata di sclerosi multipla. Durante la sua malattia, dovevo darle assistenza, speranza, coraggio e compassione. Quando cominciai il giardino lei veniva qui e si metteva in quell’angolo dove ora c’è la ‘Rosa di Giovanna’, bella come era lei. Io, in giardino, lavoravo e assorbivo energia dalla terra per poterla dare a lei. Ero il tramite tra la terra e mia figlia. Non c’è niente di astratto in questo, ma qualcosa di estremamente concreto: l’uomo cura la terra, la terra cura l’uomo.

Cosa desidererebbe in questo momento per il suo giardino?
Persone. Quando vado a Cernobbio, in molti mi fermano per complimentarsi del giardino; io, però, vorrei che la gente capisse che per fare una cosa bella bisogna prendersene cura.

C’è bisogno dell’aiuto di tutti

Il Giardino della Valle oggi ha ancora più bisogno del nostro aiuto: Nonna Pupa da sola non ha più le forze per portare avanti questo progetto. Così, Giulia ha indetto una raccolta fondi per installare un sistema di irrigazione automatico che aiuti Pupa e le piante a sopravvivere. Aiutate il Giardino anche voi!

Il giardino della valle, nonna pupa
Fiori in giardino
foto Silvia Bulian

 

il giardino della valle, nonna pupa
Una panoramica del Giardino della Valle
Foto Silvia Bulian

 

nonna pupa, il giardino della valle
Il ruscello che taglia a metà il giardino
Foto di Silvia Bulian
Blogger e giornalista, Giulia Landini si occupa di ecologia applicata. Sperimenta la decrescita, la cucina sostenibile, l'autoproduzione in tutte le sue forme. È uscito il suo primo libro, 'Ecologia del Risparmio', per la casa editrice bolognese La Linea, dove parla di come vivere una vita a impatto zero... A settembre è uscito anche il secondo libro, Cucinare con i Fiori e le Erbe di Campo edito da Area51 Editore, questa volta in formato digitale.

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