In mezzo agli scaffali di detersivi si trova di tutto, anche grandi bufale: come imparare a riconoscerle?

Siamo nell’era del detersivo naturale. Ma ricordo che anni fa impazzavano in TV le pubblicità del “Bianco che più bianco non si può”, del “Fatto apposta per lo sporco che si incrosta”, gli slogan del detersivo che “Lava e coccola” e di quello con il quale “Lo sporco si scioglie e se ne va”: senza che tu debba far nulla, lo fai vedere alle macchie e, come per magia, esse scompaiono! Poi è stato il turno del “XXXX non si cambia!”, neppure per tre fustini di un altro detersivo. È già passato il momento del “Più concentrato”, e ormai è già fuori moda il “Detersivo ricarica”.

Le mode cambiano e anche quelle del marketing e della pubblicità: i detersivi come ogni prodotto di massa che si rispetti non ne sono esclusi. Oggi, infatti, viviamo l’era del detersivo “naturale”, di origine “naturale”, di origine vegetale, con tensioattivi di origine naturale e vegetale, il biodegradabile, il detersivo per un mondo migliore, e via così. Il detersivo ecologico è la moda del momento. A onor del vero è il marketing del detersivo ecologico la moda del momento.
Dire che un detersivo contiene ingredienti di origine naturale, mettere un’etichetta verde e colorare il detersivo di verde non fa di quel detersivo un detersivo ecologico. Invito spesso le persone a fare questa considerazione: il petrolio non è forse di origine naturale? L’uomo lo estrae e trasforma, ma a crearlo è stata madre natura, quindi: è naturale.

Quando si usa un tensioattivo di origine petrolchimica per la produzione di un detersivo e poi si dichiara che contiene tensioattivi di origine naturale sto dichiarando il vero. Ma sto anche prendendo in giro il consumatore. È chiaro che questa più che una considerazione è una provocazione, ma aiuta a comprendere l’efficacia delle parole e allo stesso tempo la mistificazione che ne viene fatta. E il consumatore che strumenti ha per evitare di essere preso in giro per l’ennesima volta? L’informazione. Ogni individuo è in grado di raccogliere informazioni e poi scegliere secondo le proprie conoscenze, secondo la sua etica, secondo le sue finanze.

Io posso portare la mia esperienza e riassumere quali siano per me le fondamentali caratteristiche di un detersivo ecologico e quali siano le principali furbate che ci potrebbero far credere di acquistare un detersivo ecologico, quando di green c’è solo il nome che si usa per “additare” chi si macchia di comunicare la propria finta ecologicità: il green-washing.

Le regole fondamentali di un eco detersivo sono:

  • Gli ingredienti devono essere di origine vegetale. Tutti. Non si accettano claim tipo “Con ingredienti di origine vegetale”. Quanti sarebbero questi ingredienti di origine vegetale? Uno, due, cento?
  • Gli ingredienti devono essere indicati in etichetta. Se sono dei buoni ingredienti perché non elencarli in modo trasparente in etichetta? Una maggiore garanzia si può avere se il detersivo ha ottenuto una certificazione. Non un’autocertificazione. Certificazione Icea, Aiab, oppure SoCert o ancora Bioceq.

Marchio di certificazione ICEA eco bio detergenzaIl marchio di certificazione "detergenza Aiab"-il marchio di certificazione SoCert-DetergenzaIl marchio di certificazione BIOCEQ_Ccpb.

  • Non devono essere testati su animali. E anche per questo occorre una valida certificazione. La più importante è quella della Lega Anti Vivisezione (LAV). Per intenderci il prodotto deve avere il logo del coniglietto.lega antivivisezione logo

I produttori che attendono a queste fondamentali regole non si preoccupano di scrivere in etichetta fantasmagorici claim, ma si limitano a scrivere “Detersivo ecologico”. Semplice, chiaro, completamente espresso e di facile comprensione.
Abbiamo perso l’abilità di valutare un prodotto, di provarlo, testarlo e poi trarre le nostre considerazioni e fare le nostre scelte. Abbiamo delegato le nostre scelte al marketing. Non sappiamo leggere un’etichetta di un detersivo. È arrivato il momento di riappropriarci delle nostre abilità e di non delegare a qualcun altro la nostra spesa.

Se vi sembra che il detersivo non meriti tutte queste attenzioni soffermatevi su questi dati:
il 24% delle malattie che oggi affliggono l’essere umano, secondo i dati 2010 della quinta Conferenza ministeriale su salute e ambiente, sono ambientali: traffico urbano, inquinamento indoor, malattie respiratorie, asma. I bambini sono i più colpiti. Tra queste è interessante osservare come il crescente ricorso alla disinfezione grazie all’uso di prodotti sempre più mirati e chimici, riduca la quantità di batteri utili al mantenimento della nostra salute, indebolendo il sistema immunitario e favorendo allergie e dermatiti. Le allergie, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (dati 2010), affliggono il 40- 50% degli individui e tra gli imputati ci sono profumi e conservanti contenuti in saponi, cosmetici e detersivi convenzionali.

Vale o no la pena essere consapevoli di ciò che utilizziamo in casa per pulire? Dopo aver pulito la doccia con un anticalcare industriale cosa respira la persona che per prima utilizzerà quella doccia? O dopo aver pulito il forno cosa ci respiriamo e mangiamo all’azionamento successivo alla pulizia? Cosa ci portiamo sulla pelle 24 ore al giorno indossando i nostri capi? Sbiancanti ottici, siliconi, conservanti… E la nostra pelle li assorbe.

12 COMMENTI

    • Perché dici impossibile? Attraverso i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) è una cosa molto accessibile (anche economicamente). Oppure gli acquisti on line! Ormai sono tanti i produttori a cui ci si può affidare!

  1. Ciao a tutti,
    ottimo l’articolo, complimenti davvero!
    Mi sto avvicinando ora all’ auto produzione al bio sono un po’ profano, vorrei chiedervi se mi potete consigliare qualche sito online per appunto l’acquisto di questi prodotti.
    Ringrazio fin d’ora.
    Marco

  2. ciao

    io compro dei detersivi ecologici al supermercato , c’è scritto che sono biodegradabili al 100% e fatti con sostanze naturali .. eppure non vedo nessuno dei marchi che indicate sulla confezione

    cosa devo pensare ?

    • Ciao Elisa… dovresti pensare che tendenzialmente ti sta prendendo in giro… intanto perché nessun detersivo può essere garantito biodegradabile al 100%, in quanto il metodo che si usa per calcolare la biodegradabilità di un prodotto ha un margine di errore del +/- 10%. Sostanze “naturali” non vuol dire nulla. Anche il petrolio è naturale, a ben vedere 😉

      • ciao ti ringrazio , mi sento presa in giro in effetti , eppure parlo di marchi molto famosi che ovviamente non riporto che hanno la linea classica e eco che ovviamente costa il doppio , altri invece li compro nei negozi di biologico eppure non trovo queste certificazioni…
        alla fine neppure posso dire di inquinare meno usandoli?

  3. Buongiorno, complimenti per l’articolo! Ho provato a cercare sull’applicazione “biotiful” dei prodotti delle Marche citate, ma alcuni di questi ingredienti risultano avere una valutazione negativa, come il citrus aurantium dulcis oil.. Di cosa si tratta? A cosa devo stare attenta quando compro ? Quali sono gli ingredienti veramente “pericolosi”, sia per noi che per l’ambiente? Grazie

    • Ciao Sara, il “Citrus aurantium dulcis oil” è semplicemente un olio essenziale. Molti oli essenziali contengono delle sostanze potenzialmente allergeniche, ne sono state catalogate 26 per la precisione (dalle leggi europee), per questo probabilmente tale ingrediente non è indicato in “verde”. Occorre fare attenzione alle semplificazioni di questo tipo di applicazioni, non tutti i “rossi” sono gravi! Per approfondimenti sugli INCI (gli ingredienti indicati nell’etichetta dei cosmetici) occorre fare affidamento a fonti serie. Noi non abbiamo ancora pubblicato un articolo ad hoc. Magari contattami in privato! ciao

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