Come fare la marmellata di rabarbaro.

Passo per il mercatino dei produttori bio di Bolzano e mi imbatto in dei curiosi gambi verde-rossicci. Ricordo una zia che una volta me li aveva mostrati, trovati inselvatichiti in montagna. Gambi di rabarbaro! Li compro e li porto a mia madre da fare analizzare.

Scopro da lei che sono loro la base di quella marmellata buonissima, leggermente acidula, che ricordavo da bambina. Scopro anche che i gambi (che in botanica si definiscono come “piccioli fogliari”) sono l’unica parte veramente commestibile della pianta. Data la rarità del rabarbaro sarà difficile abusarne, ma in ogni caso non fatelo, perché contiene piccole percentuali di acido ossalico, irritante per l’apparato intestinale e concausa dei calcoli renali. Ma non spaventatevi, i gambi sono la parte della pianta in cui tale sostanza è contenuta in misura minore, allo stesso livello degli spinaci!

Mi sono poi fatta dare la ricetta della marmellata di rabarbaro.

Ingredienti

  • 1 kg di gambi di rabarbaro, pesati da pelati
  • 300 g di zucchero di canna grezzo bio equo e solidale
  • il succo di 1 limone, per non fare virare il colore in marroncino

Per prima cosa lavate i gambi di rabarbaro e pelateli, togliendo la buccina rossastra esterna, molto fibrosa.

rabarbaro pelato

Poi tagliateli a pezzettoni e metteteli in una pentola dai bordi alti.

rabarbaro tagliato

Versate poi lo zucchero, il succo di limone, mescolate bene e procedete come spiegato nel vademecum della marmellata. In poche parole, lasciate sobbollire per un’oretta, finché la marmellata non avrà assunto la consistenza giusta. Invasettate poi ancora bollente in vasetti in vetro precedentemente sterilizzati… fatto!

marmellata di rabarbaro

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