Una ricetta per un sapone da corpo al miele e cera d'api.

Miele dentro e olio fuori”: ecco la frase che era solito ripetere il longevo Ottaviano Augusto a chi gli domandava del segreto della sua lunga vita. E a quanto pare, a oggi non è più un segreto che entrambe queste meraviglie conservino prodigiose proprietà emollienti ed estremamente idratanti. Così impiegate, sia in purezza che in astuta e studiata sinergia con aromi, spezie, oli essenziali, acque profumate, burri e via dicendo. E perché allora non sfruttare due dei preziosi tesori regalatici dalle operose e generose api, il miele e la loro cera, per creare un detergente, un sapone da usare quotidianamente, o per impreziosire la nostra stanza da bagno, o da regalare agli amici più cari?

Partiamo da un presupposto: il sapone in casa si può fare, è alla portata di tutti. Basta attenersi a poche (ma essenziali) precauzioni, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulle basi della saponificazione. Attenersi alla ricetta prevista e non peccare di eccessiva sicurezza sono due buone norme che vi tolgono dagli impicci. Si maneggia e si trasforma soda caustica, perciò: confezione con etichetta ben segnalata, tenuta fuori dalla portata di bambini e animali domestici curiosi… e fuori guanti fino al gomito, grembiule, occhialini protettivi e mascherina. Se tutto questo vi fa tremare, potete prima iniziare con la nostra ricetta base per il sapone fatto in casa.

Da quando mi sono avvicinata all’affascinante mondo dei saponi fatti in casa, non ho fatto altro che cercarne quante più varianti e ricette possibili, chiedendo e apprendendo il più possibile, come una spugna. Cosa c’è di meglio che studiare un metodo, assaporarne i preparativi, applicarlo con tenacia, precisione, dedizione, e un pizzico di timore, goderne il freschissimo e acerbo risultato, attendere con pazienza il (tanto) tempo necessario e infine gioire del prodotto finito? Cosa c’è di meglio del constatare che, tutto sommato, con una spesa minima e con infinita soddisfazione, possiamo produrre in casa senza acquistare, spendere soldi, fare code alle casse dei supermercati, gettare nella spazzatura imballaggi e confezionamenti?

Ma parliamo delle materie prime per realizzare questo meraviglioso e preziosissimo toccasana per la pelle e per l’ambiente, materie prime facilmente reperibili e che non avrete problemi a procurarvi!

Ho utilizzato la ricetta del sapone al miele dell’eccezionale Benedetta per vari motivi: è semplice, essenziale, meravigliosa, estremamente chiara, e soprattutto vi farà sentire dei veri fenomeni della saponificazione anche se siete alle prime armi! Non mi sono sentita di adattare nessuna modifica a questa ricetta: il profumo è delicatamente naturale, il giallo è cromaticamente e naturalmente perfetto… in una parola: GARANTITO!

Ingredienti:

  • 600g di olio di oliva bio
  • 260g di olio di girasole bio
  • 100g di olio di riso bio
  • 300g di acqua
  • 123g di soda caustica
  • 40g di cera d’api bio
  • 2 cucchiai di miele bio

Iniziate adottando tutte le precauzioni previste: la soda caustica è un alleato meraviglioso e insostituibile, ma per maneggiarla occorre preservare il più possibile le superfici di lavoro, i vestiti, la pelle, le mucose, gli occhi. Vi sembreranno accorgimenti esagerati, ma la prima volta che vedrete e sentirete agire la soda, tra un misto di stupita meraviglia e un pizzico di timore reverenziale, vi ricrederete in un batter d’occhio!

Procedete pesando con cura tutti gli ingredienti, per i quali basterà una bilancia da cucina (ma sarete più precisi con una bilancia digitale che pesa al grammo), ricordandovi che… 600 grammi NON SONO 600 millilitri, perciò attenetevi alla grammatura e non sbaglierete!

Unite con calma la soda all’acqua, mai il contrario… eviterete così pericolosi schizzi e indesiderate fumate di vapore violente e improvvise! Mescolate finché la soluzione non torna ad essere limpida, godetevi lo spettacolo della sempre affascinante reazione chimica che avviene proprio lì, davanti ai vostri occhi e nel vostro lavandino (nel quale preferisco sempre lavorare per motivi di sicurezza!) e soprattutto lasciate alla soluzione caustica il tempo necessario per abbassarsi di temperatura (a circa 45°). Nel frattempo preparate e pesate le materie grasse, compresa la cera d’api. Scioglietela a fuoco lento assieme all’olio di riso (raggiungerà una temperatura di circa 60°), dopodiché unite tutti gli oli, che scalderete a circa 45° (attenzione, che ci vogliono solo pochi minuti!). Una volta pronte avrete due preparazioni: quella caustica con acqua e soda, e quella grassa con gli oli e la cera d’api sciolta.

A questo punto versate delicatamente la soluzione caustica direttamente negli oli, mescolate per emulsionare bene, dopodiché impugnate il vostro insostituibile mixer a immersione e mescolate fino al raggiungimento della fase del “nastro”, necessaria per il processo di saponificazione, durante la quale la vostra preparazione assumerà l’aspetto denso di una crema pasticciera. A questo punto (e non prima, quando la temperatura della soda caustica sarebbe stata ancora troppo alta) possiamo aggiungere due bei cucchiai di miele.

Siamo pronti per versare, in stampi per sapone preparati precedentemente, la nostra preparazione. Per richiamare le forme delle cellette delle nostre api, ho foderato lo stampo (che può essere sia di legno rivestito di carta forno, che di silicone) con un grande foglio di pluriball per imballaggio. Una volta rimosso dalla forma e al momento del taglio, l’effetto sarà sorprendente! A questo punto sbattete sul piano le vostre forme di sapone ancora cremoso per evitare la formazione di bolle, coprite con un foglio di pellicola trasparente da cucina e con un panno (quando usate sostanze zuccherine per il sapone, non occorre avvolgerlo in pesanti coperte), e dimenticatevene per un giorno intero (anche se la tentazione di andarlo a “spiare” sarà davvero troppo forte!).

Una volta accertati che lo stampo non emana più calore, sformate e tagliate il sapone nelle forme desiderate. Ecco, questo è il momento in cui, se mai voleste imprimervi un timbro, potrete farlo… ma sempre con mani guantate! Perché anche se l’aspetto sembra senz’altro più “finito” e rassicurante di 24 ore prima, il processo di saponificazione grazie alla soda caustica è ancora in corso! Ora può partire la lunga fase di stagionatura: non vi sembra meraviglioso che ci sia un processo di stagionatura proprio lì, in casa vostra? Questa fase dura un mese abbondante, ma ricordatevi: più aspettate a utilizzarlo, migliore la prestazione saponificatrice sarà!

Buon divertimento mastri saponai, ora potete godervi le facce stupite dei vostri amici che faranno davanti al vostro sapone al miele fatto in casa 100% artigianale!

Maria Marinoni
barista per amore, pasticcera per passione, caramellaia per esigenza, saponaia per diletto e dovere, in perenne tensione DEcrescente, eterna bambina(ia), manipolatrice e trasformista..ma solo di materie prime. Faccio e scrivo a mano, e se mi parli di smartphone, io ti dico “grazie ma cortesemente declino”

14 COMMENTI

  1. Ciao sto facendo la spesa per prepararsi il sapone… quale sarebbe l’utilizzo dell’olio di riso? Posso sostituirlo con la stessa grammatura di olio di oliva? Posso utilizzare delle pentole in acciaio per la preparazione? Quante saponette riesci a fare e come fai a sapere di quanti grammi saranno?

    • Ciao Marino! l’utilizzo dell’olio di riso in questa specifica ricetta è identico a quello dell’oliva e del girasole: è un tris di grassi calcolato secondo il loro singolo Coefficiente di Saponificazione (del quale sono dotati tutti i grassi, sia vegetali che animali). Il calcolo è molto preciso, e viene fatto utilizzando anche la quantità di soda che verrà utilizzata per la soluzione caustica. proprio per questo motivo, in questa ricetta, non è possibile cambiare le dosi degli olii a meno che tu non faccia il suddetto calcolo. se vuoi usare l’olio di oliva ti consiglio una ricetta base e molto semplice, infallibile: 1000g di olio di oliva, 128g di soda, 300g di acqua. come vedi qui la dose di soda cambia perchè il coefficiente di saponificazione dell’o.di oliva è diverso dagli altri 🙂 vai sereno con le pentole in acciaio inox per saponificare, sono perfette. evita come la peste alluminio, stagno, ghisa, rame, pentole antiaderenti. e per la quantità che ne ricavi, io di solito ne ricavo una ventina di saponette, ma dipende dallo stampo che utilizzerai, dalla grandezza che vuoi dare alla singola formina ecc. buon lavoro! Maria

      • Sei stata gentilissima nella tua risposta. Molto esaustiva. Il processo di saponificazione sembra richiedere un luogo asciutto per la stagionatura qualche consiglio a riguardo? Ho visto che consigliano coperte di lana per avvolgere i saponetti che dici?

        • Per la stagionatura ti consiglio un luogo asciutto,hai detto bene. senza star lì ad impazzire, va bene un luogo in casa in cui non batta il sole, al riparo da fonti di calore eccessive come forno, finestre rivolte troppo al sole ecc..cmq te ne accorgerai tu stesso controllando ogni tot il tuo sapone durante la fase di stagionatura! si, per le prime 24-48 ore il sapone va coperto e tenuto al calduccio, con pellicola attorno alla forma del sapone e ulteriori coperte o asciugamanoni pesanti. per quello al miele però non esagerare: lo zucchero contenuto nel miele utilizzato in preparazione scalda già parecchio il tutto in maniera naturale, quindi non eccediamo nel calore da erogargli. Sono felice di esserti stata d’aiuto! alla fine hai già saponificato o devi ancora farlo? 🙂

  2. Mi sto procurando il materiale… Penso che comincerò settimana prossima. Mi manca il frullatore a immersione. Esiste un link per calcolare il coefficiente di saponificazione? Cmq se mi mandi sulla mail il tuo indirizzo e-mail ti manderó tutte le immagini del lavoro in corso. Mi chiedevo se fosse possibile nelle prime 48 ore l’inserimento di foglie complete di menta o lavanda… Per dare un gusto estetico differente alla saponetta.

  3. le inclusioni le puoi fare anche subito, appena messa la pasta di sapone delle forme prescelte 🙂 per i fiori di lavanda addirittura puoi aggiungerli subito all’impasto prima del nastro..io lo faccio per i saponi scrub, quando voglio aggiungerci i semini di papavero, per esempio..

    ti lascio un linkcon la tabella completa, la mia mail invece la trovi direttamente qui nei commenti. buon lavoro!

    http://iaassassari.files.wordpress.com/2012/02/coefficienti-di-saponificazione.pdf

  4. Uso questo spazio per chiedere una delucidazione all’esperta.vorrei fare i saponi al miele,ho tutti gli ingredienti ma la cera d’ api e’ grezza cioè contiene residui di miele .e’ possibile usarla senza aggiungere il miele?fiduciosa nel chiarimento ringrazio.

  5. Posso chiederti urgentemente una risposta per mail? Ho appena fatto il sapone al miele,bellissimo! Solo coc OEO e di mandorle.l’unica pecca granuli color miele! E’normale?Ho sbagliato qualcosa?Spariranno?.Grazie

    • ciao Giovanna, non ricordo mi sia mai successo. Forse dipende dal tipo di miele. Ogni tipo di miele contiene diversi tipi di zuccheri, che cristallizzano in maniera diversa. Può essere che una qualche componente del tuo miele si sia cristallizzata a contatto con la soda, per un motivo di cui chimicamente però non conosco la ragione.

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