Come creare in poco tempo e grande soddisfazione uno sciroppo alla rosa, anche selvatica.

Questa ricetta dello sciroppo alla rosa è stata estorta a mia zia, la detentrice di una tradizione familiare di lunga data, zona trentino. Lei lo sciroppo alla rosa lo fa con le rose antiche del giardino di famiglia in montagna. Ma si potrebbero anche utilizzare le rose canine, quelle selvatiche per intenderci.

Come tutte le ricette di tradizione familiare che si rispettino, la versione che si tramanda è piuttosto empirica, frutto di una lunga esperienza, tramandata per lo più a voce.

Ingredienti:

  • 40 – 50 g di petali di rosa antica (trattata solo in caso di disperazione da mia madre, una volta ogni qualche anno)
  • 250 g di acqua bollita e poi fatta raffreddare
  • 200 g di zucchero grezzo di canna (possibilmente bio e da commercio equo e solidale)

Mettete i petali in un vaso di vetro e ricopriteli con l’acqua bollita e fatta raffreddare. Lasciateli in infusione per un giorno, stando attenti a farli rimanere sott’acqua. Qualora spuntassero fuori e il tempo fosse particolarmente caldo, potrebbero andare a male troppo presto.

Filtrate il liquido con una garza sterile o con un filtro da caffè americano. Aggiungete lo zucchero al liquido ottenuto e fatelo bollire fino al completo scioglimento dello zucchero. Invasettate immediatamente in bottigliette di vetro precedentemente sterilizzate (per imparare a farlo, leggete il nostro vademecum della marmellata).

Entro qualche ora il vostro sciroppo alla rosa dovrebbe andare sottovuoto, riuscendo a conservarsi anche per un anno.

Mia zia suggerisce di utilizzarlo anche per creare dei profumatissimi aperitivi “femminili”. Oltre al profumo e al gusto, anche l’estetica ne gioverebbe, grazie al suo incredibile, ma naturale, colore rosa acceso.

Un vasetto, quasi finito, di sciroppo alla rosa

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