In principio fu il detersivo piatti a mano al limone, sale, aceto e acqua. Era il 2006 e il mio primo approccio all’autoproduzione. Cercavo di convincere amici e parenti di quanto bene funzionasse, ma i più storcevano il naso… la coinquilina, entrando in casa appena creato il suddetto detersivo mi chiese “cos’è sta puzza di piedi?”. Non faceva schiuma, non sgrassava, aveva un aspetto un po’ disgustoso… e alla fine l’ho eliminato. Sono poi passata al detersivo liquido tipo Marsiglia, sempre autoprodotto da saponette fatte da me, ma anche con il citrato di sodio* lasciava degli aloni insopportabili.

Un giorno mi autoproduco una saponetta al caffè per togliere gli odori dalle mani… e per caso la uso sui piatti: spettacolo! Una giusta quantità di schiuma, perfettamente sgrassante e, la cosa più spettacolare, praticamente niente aloni!

Ed ecco che allora mi sento di proporre pubblicamente la ricetta. Lo so che fa strano usare una saponetta per lavare i piatti, ma è il massimo della concentrazione del prodotto, privo di qualunque packaging… una manna per l’ecologista perfetto! La strofinate sulla vostra spugna di luffa e cominciate a lavare a mano i piatti. Di questo detersivo piatti a mano ne basta pochissimo!

Ingredienti:

  • 350 g di olio di oliva (possibilmente comprato direttamente da un produttore bio, magari quello della precedente stagione)
  • 150 g di olio di cocco rigorosamente biologico e da commercio equo (per non avere pesanti responsabilità ambientali e sociali)
  • 10 g di acido citrico
  • 6g di soda caustica
  • 78 g di soda caustica (eccesso di soda del 5%)
  • 150 g di acqua demineralizzata (la trovate sfusa nei negozi di acquari, ma potete recuperarla anche da deumidificatore, condizionatore e asciugatrice)
  • 1 cucchiaio di caffè in polvere
  • (facoltativo) 15 ml di olio essenziale di limone, precedentemente sciolto in un cucchiaio raso di amido di mais bio

Mi raccomando seguite le raccomandazioni per trattare la soda caustica come scritto nell’introduzione alla saponificazione. Potete utilizzare la procedura “a freddo”, come descritta nella ricetta base per il sapone fatto in casa, oppure semplificarvi la vita con il metodo “tutto a freddo”, che vi spieghiamo qui di seguito.

Una volta pesati tutti gli ingredienti, sciogliete bene l’acido citrico nell’acqua. Poi aggiungete i 6g di soda caustica, sciogliete bene. Avete autoprodotto anche il vostro sequestrante*. Poi buttate anche gli altri 78g di soda caustica nell’acqua, la sciogliete bene e la versate immediatamente nel mix di oli a temperatura ambiente. Mescolate rapidamente col minipimer: andrà al nastro in un battibaleno e vi risparmerà non poco tempo, rispetto al metodo “a freddo”! Il caffè (potete tranquillamente riciclare i fondi di caffè, che però dovete tassativamente fare seccare prima – basta metterli in un vassoietto di carta all’aria per un giorno) e l’eventuale olio essenziale lo aggiungete solo alla fine, alla fase cosiddetta di “nastro”.

Non vi resta che aspettare un mesetto per la stagionatura e poi… godetevi il risultato! Unica accortezza, se avete un’acqua particolarmente calcarea, per un risultato impeccabile potrebbe essere necessaria una passata veloce di strofinaccio sulle stoviglie prima di riporle!

Dritta: quando avete consumato il vostro detersivo per piatti a mano fino ad arrivare ad un pezzettino di sapone scomodissimo da usare, mettetelo in un sacchettino di cotone e usatelo direttamente come sapone/spugna due in uno!

Il sapone per piatti appena versato nello stampo

*Il citrato di sodio è un blando “sequestrante“, che gareggia con il sapone per reagire -in particolare- con gli ioni di calcio dispersi in acqua. Se vince il sapone, si creano delle patine sui piatti e sul lavandino. Se vince il citrato di sodio l’effetto alone sarà decisamente ridotto. In commercio esistono dei sequestranti decisamente più performanti del citrato di sodio, ma spesso hanno anche delle reazioni avverse a noi e all’ambiente. Fondamentale metterlo in ogni caso se volete massimizzare la resa del vostro detersivo per i piatti a mano!

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59 Commenti

  1. D’accordo, ma se vai tutto sul bio sarà pure ecologico, non impattante, rispettoso dell’ambiente, ecc ecc ma il mio stipendio semplicemente non lo permette! L’alternativa è non mangiare… E chi si autoproduce il sapone e i detersivi quasi sempre lo fa soprattutto per risparmiare! Se nell’autoproduzione spendo più che a comprare, mi spiace, ma non produco più, acquisto. Forse la tua filosofia è un’altra, ma bisogna anche poterselo permettere finanziariamente, cosa che oggi come oggi risulta impossibile.

    • Ciao Simonetta. Vediamo se la matematica mi assiste.
      Olio d’oliva è regalato, perché vecchio.
      L’olio di cocco bio costa 8,9 € al kg, quindi sono 1,30 €
      15 g citrato di sodio 0,05 cent
      soda caustica 0,20 cent
      150 g acqua distillata 0,05 cent
      caffè ipotizzo 0,10 cent
      olio essenziale 1,80 € (comunque facoltativo)
      amido di mais bio 0,10 cent
      In tutto fanno circa 4 €… per un totale di 6 saponette da 100 g l’una… per un totale di 1,5 € per saponetta, per la durata -ciascuna- di almeno 4 mesi.
      Dimmi, è caro?

      • In totale hai comunque speso molto di più, perché ti rimane un sacco di roba che usi e non usi. Io compro l’olio di cocco non bio a 2 euro il kilo. E diffido non poco dell’olio vecchio, spesso rancido e quindi non adatto alla saponificazione…
        P.S. Guadagno 500 euro al mese e per lavoro mi faccio 200 km al giorno. Mi faccio detersivi e sapone per risparmiare e perché mi piace il fai da te (mi faccio anche il dado, il pane con pasta madre, l’orto, ecc) ma per saponificare compro i grassi più economici che trovo, indipendentemente dal bio.

        • Ciao Simonetta!volevo proporti una soluzione alla questione del surplus:tante volte l’attività dell’autoproduzione va condivisa. In questo modo se costituisci un gruppetto di 4 o 5 persone potete fare acquisti bio cumulativi, dividendo le spese a seconda di quanto bene autoprodotto ogni persona necessità. Così alla fine avrai materie prime bio, beni autoprodotti (di cui vedo sei già un’estimatrice!), spesa contenuta e amici con cui condividere questa bella esperienza! ;-))

          • Valentina, grazie della tua ottima proposta. Anche per noi la condivisione e la convivialità è un’ottima soluzione per abbattere i costi. Far parte di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) aiuta tanto, anche per trovare le persone giuste con cui condividere momenti di autoproduzione!

        • Come si può leggere nella sezione “About” (http://autoproduco.it/about/), noi perseguiamo una determinata filosofia all’interno di questo sito. Non possiamo per petterci, né lo vogliamo, di consigliare l’acquisto di grassi a basso costo. Palma e cocco, se non sono bio ed equosolidali, né sconsigliamo l’uso, dato l’elevato impatto socio-ambientale che la loro coltivazione comporta. Ciò non toglie che chi ci legge possa impiegare gli ingredienti che ritiene in sintonia con il suo stile di vita.
          Sull’olio rancido, semplicemente non si deve usare. È dannoso. L’olio vecchio non significa olio rancido, ma quello della passata stagione (l’olio d’oliva irrancidisce dopo almeno due anni).
          Rispetto alla quantità di ingredienti acquistati… di qualunque provenienza siano, nulla verrà buttato, verrà usato semplicemente per la saponificazione successiva.

          • Suppongo lo si trovi nei negozietti gestiti da Pakistani e simili. Ma noi lo sconsigliamo vivamente, dato l’enorme impatto ambientale e sociale di un tale prodotto.

    • E’ ovvio che i prodotti fatti in casa qualche volta costano di più per il semplice motivo che usiamo solo prodotti di buona qualità (io li compro al discount e costano meno che altrove). Il risparmio non è mai guadagno e le cose naturali ecobio fatte in casa non sono assolutamente paragonabili alle schifezze tossiche e sintetiche industriali ! Comunque… ognuno è libero di scegliere se avvelenare se stesso, i propri figli e l’ambiente oppure no ! E poi…. le materie prime io le compro da percarbonato.it e i prezzi sono ottimi!

      • ciao dolcissima elisa!!!!!! l ho trovato in una azienda cittadina della quale sconoscevo l esistenza!!!!!!!!! grazie a te <3..Domenica scorsa ho saponificato…….il sapone e' una meraviglia…attendo il giusto periodo di riposo…! volevo chiederti se e' possibile farlo diventare liquido e come….. grazie di vero cuore.

        • Ottimo!! Son contenta! Ancora meglio se gli ingredienti li trovi dietro casa 😉
          Per renderlo liquido ne servono 200 g per litro d’acqua (lo grattugi e lo porti ad ebollizione nell’acqua, poi aspetti che si raffreddi e che diventi della consistenza di un gel). Però il risultato non sarà lo stesso, meno concentrato, meno efficace! Ma se provi, facci sapere!! Grazie!!

  2. Ciao Elisa, voglio provare anch’io a fare il sapone. Ho visto tante ricette e la tua sicuramente la voglio provare. Una curiosità, a cosa serve il citrato di sodio?

  3. Ciao sto scorrendo le ricette velocemente e sono curiosa di provare ma mi sorge un dubbio: dove dici di aspettare che la soluzione acqua-soda caustica si raffreddi è perchè l’acqua va usata calda opp perchè la soda interagendo con l’acqua sviluppa calore?? Non è specificato e non vorrei fosse importante x evitare di combinare qualche casino…;-)

    • Ciao! Se leggi il nostro articolo sulle basi della saponificazione c’è tutto spiegato nel dettaglio. In ogni caso, quando versi la soda caustica nell’acqua la temperatura del liquido sale fino anche a 90 gradi. Devi quindi poi aspettare che si raffreddi!

    • Ciao! Assolutamente no!! L’acido citrico è acido citrico, il citrato di sodio… è citrato di sodio! 😛
      Si può creare citrato di sodio partendo dall’acido citrico, ma chimicamente son due ingredienti molto diversi (ad esempio il pH del citrato di sodio è attorno al neutro, al contrario dell’acido citrico, che è… acido!)

  4. Ciao sto facendo una piccola ricerca sui saponi da usare in barca a vela, ovviamente devono essere biodegradabili… e mi chiedevo se questo lo è. grazie anticipatamente.

  5. Ciao, sto pensando di realizzare il tuo sapone per fare i regali di Natale. Oltre al citrato di sodio, vorrei aggiungere anche il sodio gluconato, per evitare l’irrancidimento. Ho letto e studiato molto…penso di metterne circa 30 grammi, che sarebbero il 4% del prodotto finito… che ne pensi?

    • Ciao Cinzia, in realtà non ho mai usato il sodio gluconato, fra il resto di difficile reperibilità e in generale non particolarmente utilizzato dai saponificatori casalinghi. Il sodio citrato fa già il suo lavoro e per 1 anno il prodotto è garantito, soprattutto se ha un eccesso di soda come in questa ricetta!

  6. Ciao! complimenti per il sito.. è tutto molto interessante… volevo chiederti.. questo metodo tutto a freddo va bene solo per questa ricetta o si puo usare anche per fare un sapone da bucato con acqua soda e olio d’oliva?

    • ciao! Grazie mille per i complimenti! Questo metodo a freddo lo uso in realtà per fare ogni genere di sapone e non è mai successo nulla. Però mi cazziano sempre gli altri saponificatori, perché non dovrei suggerirlo per i principianti, perché c’è il rischio che faccia effetto vulcano. Un rischio in realtà che hai solo se usi ingredienti freschi ricchi di zuccheri o miele. Quindi direi che il sapone da bucato è a rischio prossimo allo zero, quindi puoi fare il metodo “tutto a freddo” e tagliare i tempi di realizzazione!
      Altra cosa per il metodo “tutto a freddo”… se devi fare saponi speciali tipo swirl o colarli nella luffa… preparazioni insomma che richiedono un nastro poco denso, con questo metodo non funziona, perché va a nastro molto in fretta e ti si addensa praticamente mentre lo coli… molto utile per saponi semplici, come quello che vuoi fare tu! ciau

    • ciao Eli! Acido citrico e citrato di sodio sono due sostanze chimiche DIVERSE. Non è possibile utilizzarle in maniera alternativa. Io qui insegno a fare il citrato di sodio a partire da acido citrico e una dose supplementare di soda caustica. Se vuoi usare solo citrato di sodio devi mettere solo lui al posto di (10 g di acido citrico + 6g di soda caustica) nell’ordine di 1%-2% rispetto al totale dei grassi (in questa ricetta quindi 10g). Lo aggiungi sempre nell’acqua sciogliendolo bene PRIMA di versare la soda caustica! Spero di essere stata sufficientemente chiara!

  7. ciao e grazie,
    spero di avercela fatta, anche se il nastro non è stato affatto veloce da raggiungere (temo di aver sbagliato qualcosa) cmq l’ho messo in uno stampo lungo e spero solidifichi, che dici, controllo domani dopo le fatidiche 24 ore e poi vedo se tagliare o attendere 48, che devo fare in caso non si solidificasse, attendere di più prima del taglio? Grazie Elisa

  8. Ciao! Ho seguito la tua ricetta e fatto stagionare 2 mesi, l’ho usato stasera per la prima volta e mi sembra fantastico! Grazie!

  9. è necessario l’olio di cocco?
    io ho testato un sapone per i piatti fatto con i resti dei limoni.
    li faccio bollire in acqua (quella del condizionatore) e sale grosso, frullo fino ad essere tipo pappetta o crema
    li congelo. ogni tanto ne prendo 300 gr e faccio sciogliere soda ricetta x 1kg di grassi(tra i 124 gr ed i 128 non oltrepasso soglia) incluso olio oliva
    dopo stagionatura ne sciolgo tra i 120-140 gr in acqua demineralizzata messa sul fuoco
    prima bollore la tolgo dal fuoco, mescolando con uno stecchino quello lungo pianissimo e lo lascio lì coperto…
    dopo un’ora o più vien fuori un bel sapone in crema gelloso ottimo sia per le mani che per i piatti,
    lo metto nei dispenser vuoti di vecchi saponi mani riciclati (li chiedo ai familiari)

    l’importante e sciacquare bene. alla fine metto altro sapone sempre questo al limone su spugna e lavo il lavello
    viene di uno splendore mai visto. i grammi non li ho scritti perché vario sempre se aggiungo troppo sale grosso il sapone si asciuga viene duro ma si rompe ho imparato che due tre cucchiai sono sufficienti.
    a voi trovare formula esatta!!!
    IL PROSSIMO CON IL CAFFè COSì PROFUMA SALUTIIIIII

  10. Ciao Elisa,
    Complimenti per il sito!
    Ti chiedo un consiglio: come lavi le stoviglie usate per la saponificazione?
    Uso alcune cose esclusivamente per essa (tipo il mestolo di legno), ma il minipimer come lo posso lavare per togliere residui di soda caustica?
    Grazie mille

    • Anche a me interessa. Io ti dico, l’ultima volta le ho riempite tutte d’acqua e ho aspettato uno due giorni, e poi ho svuotato l acqua sul tombino e pulito con guanti di gomma e una spugna che uso solo per quello.

    • ciao Chiara! Io uso tutte cose che adopero anche in cucina, tranne, appunto, il mestolo di legno, che si rovina: pyrex e acciaio non subiscono danni e possono essere lavate normalmente. Il vantaggio di avere delle stoviglie dedicate sarebbe quello di poter lasciare i residui di sapone seccare sulla pentola e poi metterli in un sacchettino, per usare pure quelli (dopo un paio di settimane). Attualmente tolgo con carta da giornale i residui, per non farli finire nelle tubature e poi procedo con un normale lavaggio. Non ho trovato ancora una soluzione zero waste… nel senso che così facendo salvo le tubature, ma rendo la carta da giornale irriciclabile.

  11. Ciao! Ottima ricetta. Vorrei chiederti, (io non sono esperta) vorrei aggiungere anche dell’olio di ricino per aumentare la schiuma e anche per utilizzarlo dato che ce l ho. Avevo su un libro una ricetta di un sapone simile a questo per i piatti, ma senza sequestrate, però con olio di ricino. Come faccio a modificare questa ricetta aggiungendo dell’olio di ricino? Ovvero che quantità devo usare e modificare nella ricetta? Grazie 🙂

    • Ciao! Domanda facile, difficile risposta. Per aggiungere un olio occorre ricalcolare tutta la ricetta. Ci sono dei calcolatori automatici che lo fanno: http://www.soapcalc.net/calc/soapcalcwp.asp Se vuoi approfondire meglio come funziona il processo di saponificazione puoi consultare il nostro https://autoproduco.it/saponificazione/. Riassumendo: ogni olio ha il suo coefficiente di saponificazione, cioè serve una determinata quantità di soda caustica per trasformarlo in sapone. Quindi aggiungendo il ricino, devi ricalcolare la quantità di soda caustica e la quantità di acqua che ti serve…

  12. Ho fatto il sapone solido per i piatti, seguendo questa ricetta, ma mi lascia una patina un po’ untuosa. Da cosa dipendere? Sarò costretta a regalarlo, ma poi come correggere la ricetta? Grazie

    • Ciao Stefania! Ti lascia una patina un po’ untuosa sui piatti? Se sì, potrebbe essere che la tua acqua di casa sia particolarmente calcarea. Potresti provare a mettere oltre al citrato di sodio (cioè dell’acido citrico + la soda caustica in più) anche del gluconato di sodio, un po’ più potente come sequestrante. Deve essere lo 0,4% del totale dei grassi, sempre da sciogliere nell’acqua PRIMA di aggiungere la soda caustica. Ciò significa che per questa ricetta te ne servono 2g. Potresti anche usare qualcosa di più potente, ma più potente è il sequestrante (cioè quello che si lega al calcio disciolto in acqua e ti evita la patina), più è il suo effetto nefasto sull’ambiente 🙁

  13. Ciao Elisa, vorrei provare a fare questo sapone, ma non capisco il passaggio 6g di soda caustica e 78g di soda caustica (con eccesso di soda del 5%) che differenza c’e’ tra il primo ed il secondo?

    • ciao Simona! Come indicato nell’articolo, forse non abbastanza chiaramente purtroppo, la parte aggiuntiva di soda caustica, assieme all’acido citrico, serve per creare un blando sequestrante (per limitare i precipitati di sapone e calcio), prima di mettere la soda caustica prevista dalla ricetta. Spero sia più chiaro adesso…

  14. Ciao Elisa,
    sapone ben riuscito!! L’ho appena provato dopo la stagionatura, lava benissimo e fa anche un po’ di schiuma …con la luffa come consigli tu è perfetto!!! Grazie mille era da tanto che cercavo di fare un sapone per piatti!

  15. Ciao Elisa, innanzitutto complimenti, il tuo sito è molto utile a tantissime persone che fanno la scelta di aiutare l’ambiente e aiutare anche se stessi vista la qualità superiore dei prodotti finali che ne escono. Siccome sono totalmente nuova nel settore, compro già prodotti solidi o zero waste perché ho sposato questa filosofia da tempo ma solo ora sto iniziando a vedere il lato autoproduzione e mi affascina. Mi sai dire come si trovano i gruppi di acquisto solidale?

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