Carol cercava il sole. È così che è finita a Lipari, isole Eolie. Voglio raccontarvi la sua storia, perché è bellissima. L’ho amata fin dal primo post che ho visto sul suo profilo Instagram, dove ho conosciuto per la prima volta i suoi gioielli fatti a mano con materiale di recupero, un vero e proprio upcycling offerto dalla natura.

La mia prima “Donna Sconfinata”

Con il suo progetto DryNature, Carol è la prima delle “Donne Sconfinate”, una raccolta di storie di donne che non si lasciano fermare dal confinamento forzato, donne senza confini, che con coraggio portano avanti i loro sogni, spinte da una forte connessione con la natura e/o dal voler ridurre il proprio impatto sulla Terra.

Carol, DryNature
Carol, DryNature

Il viaggio di Carol

Carol è brasiliana di origine. Dopo gli studi ha fatto un lavoro di ufficio in una grande città, finché ha capito che non faceva per lei. E ha cominciato a viaggiare. Con un papà di origine italiana, sbarcato con una nave in Brasile a due anni, ha scelto di iniziare a cambiare vita in Italia, facendo volontariato in cambio di vitto e alloggio.

Alle Canarie si è cominciata ad avvicinare all’ecologia. È diventata vegetariana e poi è andata in Finlandia.
Qui il freddo l’ha spinta a spostarsi ancora e a metà 2019 è finita alle Isole Eolie, che dell’energia eolica portano solo il nome, ma non il suo sfruttamento energetico.

È ospite di Luca, che fa permacultura e propone orti sociali (Magazzino di Mutuo Soccorso), da coltivare assieme alle reti relazionali. Luca che è anche diventato il compagno di vita. Assieme gestiscono a Lipari due appartamenti ereditati dal nonno di Luca, Case Quattrocchi.

La nascita di DryNature

DryNature nasce qui, dal mare e dalle rocce. Carol raccoglie vetrini, che l’oceano non le aveva mai mostrato prima. Tra la l’immondizia che toglie dalle spiagge dell’isola trova anche materiale prezioso per i suoi gioielli fatti a mano. Non solo il vetro levigato dagli elementi, ma anche le pietre laviche di ossidiana, le piastrelle lavorate dall’acqua tanto da sembrare pietre preziose…

collana fatta con piastrelle del mare

Le sue creazioni sono lente, nascono dal paziente recupero di questi materiali e dei semi stagionali o della fibra di fico d’India. I suoi sono anche bio-gioielli, come da tradizione indigena brasiliana. Semi raccolti da terra, in quantità limitata, sempre senza abusare dei doni della natura.

collana fatta con semi

I fili e i metalli che usa nelle sue opere vengono da fornitori locali e sono di ottima qualità, affinché i suoi gioielli e le sue decorazioni durino nel tempo.

Carol non crea solo gioielli fatti a mano, ma anche vasi, lampade e decorazioni per interni.

lampada fatta con vetri del mare

Ti immagino da qui, dal freddo di Bolzano, chinarti al sole a raccogliere e poi intrecciare ciò che la natura coi suoi semi e col lavoro dei suoi elementi offono al tuo delicato lavoro. E sogno un giorno di stare anche io in riva al mare, godendo della connessione con la natura e della lentezza rigenerante.

orecchini marini, gioielli fatti a mano

Con #donnesconfinate racconto storie di donne che non si lasciano fermare dal confinamento forzato, donne senza confini, che con coraggio portano avanti i loro sogni, spinte da una forte connessione con la natura e/o dal voler ridurre il proprio impatto sulla terra. Vorrei che fossero d’ispirazione a tutt* coloro che sono senza più orizzonte, per un momento di energia positiva.

Progetto realizzato con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano/Alto Adige – Ripartizione Cultura Italiana. Il titolo #donnesconfinate è stato creato da Jordi Apollonia, il mio copy preferito.

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