Original Unverpackt: il primo supermercato “no-packaging” in Germania

Original Unverpackt: il primo supermercato “no-packaging” in Germania

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Original Unverpackt è il primo supermercato "no-packaging" in Germania, di cosa si tratta? Esistono progetti simili in Italia? Come contribuiscono a ridurre gli sprechi?

Original Unverpackt - Unverpackt für alle!

“Original Unverpackt”, ovvero originale non imballato. È questo il nome del primo supermercato in Germania che dirà addio al packaging, ovvero in cui i prodotti verranno venduti alla spina in contenitori riutilizzabili.

Original Unverpackt è al momento solo un progetto, anche se la campagna di raccolta fondi per finanziare l’apertura del primo store a Berlino, sembra aver dato i suoi frutti: 88.000 Euro raccolti in meno di un mese, grazie al contributo di più di 4.000 persone. Probabilmente, visto il successo della campagna, il progetto diventerà realtà nei prossimi mesi: sulla pagina facebook di Original Unverpackt potete trovare le ultime novità e aggiornamenti.

Original Unverpackt: una nuova realtà?

Del progetto berlinese si è parlato molto nelle scorse settimane. Tra i vari siti che hanno riportato la notizia troviamo il Wall Street Journal, il Süddeutsche Zeitung, Wired Italia, Greenme, e moltissimi altri. Siamo di fronte ad una vera e propria novità? In Germania probabilmente sì. In Italia, invece, realtà molto simili esistono già dal 2009: Effecorta Negozio Leggero sono due esempi tra i più conosciuti.

Questi progetti, così come quello tedesco, nascono da idee molto simili: cercare di ridurre i rifiuti causati dagli imballaggi (precycling) offrendo al tempo stesso prodotti di qualità, possibilmente a filiera corta e distribuiti alla spina.

Lo spreco è servito

Il tema della riduzione degli sprechi (così come quello dell’upcycling: un ottimo modo per ridurli) è estremamente attuale: si calcola che ogni anno vengano prodotti all’incirca 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi (destinati a diventare oltre 2 milioni entro il 2025). Come se questo dato non fosse sufficientemente allarmante sembra che, a livello globale, tra il 30% e il 50% del cibo prodotto non raggiunga il tavolo dei consumatori. Proprio così: la metà del cibo prodotto viene scartato in una delle fasi che separano la produzione dalla vendita.

Sul tema degli sprechi vorrei consigliarvi due volumi (ce ne sono molti, questi sono quelli con cui ho iniziato io): Sprechi. Il Cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare di Tristram Stuart e Dialogo sullo -Spr+Eco di Andrea Segré e Massimo Cirri, illustrato da Altan. Per farvi un’idea dei contenuti, date un’occhiata qui sotto all’intervento di Tristram Stuart su TED (con sottotitoli selezionabili in italiano).

E ricordatevi: autoprodurre significa ridurre gli sprechi!


Le opinioni espresse in questo post sono esclusivamente quelle dell’autore. In nessun caso possono essere considerate come opinione o responsabilità de Il Laboratorio dell’Autoproduzione.

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