Siete in affitto e non potete fare nessun lavoro strutturale? Siete dei nostalgici delle finestre monovetro in legno? In ogni caso, se vi entrano spifferi da sotto la finestra o da sotto la porta d’ingresso l’intervento più rapido e indolore (soprattutto economicamente) è il salsicciottto paraspifferi.

Il paraspifferi ultrarapido.

Il modello più istantaneo è quello con la gamba di una calza. Chiudete i buchi, motivo per il quale l’avete dismessa, e riempitela di ritagli di stoffa di recupero (attenzione solo che alla fine il para spifferi peserà parecchio), oppure di scarti di lavorazione della gommapiuma (li trovate probabilmente gratis dai tappezzieri, sempre prodighi anche di ritagli di stoffa da adottare), oppure ancora di capoc (l’interno morbidoso dei frutti di un buffissimo albero che ho visto crescere nelle strade di Tiberiade), oppure lana cardata (questa è già più difficile da trovare) e infine la variante di sintesi del capoc (in vendita nei negozi di hobbistica). Chiudete la calza anche con un semplice nodo ed è fatto. Se siete abituate ad usare calze a righe colorate, l’effetto sarà molto bello. Con le calze in nylon il risultato non sarà altrettanto stiloso.

Il paraspifferi per aspiranti sarti.

Se volete invece spendere un’oretta del vostro tempo e possedete una macchina per cucire o ve la presta un vostro parente / amico / vicino potete realizzare il paraspifferi con della stoffa di recupero.

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Misurate la lunghezza della vostra finestra o porta da paraspifferare. La nostra è larga un metro, abbastanza standard. Abbiamo così creato un rettangolo di 1 metro di lunghezza, con un bordo di 1,5 cm per lato. La larghezza è ottimale di 22 cm, più 1,5 cm per lato. Se la matematica non è un’opinione, il vostro rettangolo sarà quindi lungo in tutto 103 cm e largo 25 cm.

La stoffa per creare il paraspifferi viene tagliata.

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Create poi due cerchi di 7 cm di diametro, più bordo di 2 cm tutto intorno. Dovete quindi ritagliare un cerchio di 9 cm. Se avete un compasso, la cosa sarà molto semplice. Altrimenti trovate un bicchiere compatibile e segnate con un gessetto il suo bordo sulla stoffa.

La foto mostra i due tondi laterali del paraspifferi.

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Piegate a metà il rettangolo, con il dritto all’interno. Cucitelo a distanza di 1,5 cm circa dal bordo, lasciando aperti entrambi i suoi lati corti.

La foto mostra l'esterno del paraspifferi in fase cucitura.

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Su di un lato corto appuntate con gli spilli uno dei due cerchi, con il dritto rivolto verso l’interno. Imbastite e cucitelo a distanza di circa 1 cm dal bordo.

La foto mostra l'esterno del paraspifferi, capovolto.

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Rivoltate il tubo su se stesso, in modo da avere il dritto della stoffa all’esterno.

La foto mostra la parte esterna del paraspifferi, pronta per essere imbottita.

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Riempite il tubo con una delle imbottiture indicate sopra. Il manico di una scopa vi può aiutare molto nell’operazione.

La foto mostra l'imbottitura del paraspifferi, costituita da pezzetti di stoffa di recupero.

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Fissate con dei punti il lato aperto del tubo.

La foto mostra il lato del paraspifferi ancora aperto, pronto per essere chiuso.

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Siete giunti alla fase un po’ più delicata, in quanto la sfida è di chiudere il secondo lato del salsicciotto nella maniera più circolare possibile. Imbastite il secondo cerchio, cercando di renderlo il più circolare possibile, piegando il bordo verso il rovescio.

La foto mostra il secondo cerchio, che viene imbastito prima di chiudere l'ultimo lato ancora aperto del paraspifferi.

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Cucite a mano il cerchietto sull’estremità aperta del tubo. Fine!

La foto mostra il paraspifferi in aziione tra due vecchie finestre in legno.
Bolzanina di nascita e cittadina del mondo di adozione. Camminatrice e autoproduttrice professionista. Laureata in scienze della comunicazione, dal 2007 realizza documentari e pubblica libri su tematiche ambientali.

8 COMMENTI

  1. Ciao Elisa, complimenti per quello che fai e per quello che sei ! Che ne dici se riempiamo il parà spifferi con della pula ?

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