Come muovere i primi passi per autoprodurre il sapone (da corpo).

Materiale necessario per la realizzazione del sapone:

  • guanti di gomma
  • maschera per gli occhi
  • mascherina per il naso e la bocca
  • bilancia elettronica
  • termometro da cucina -10°C +110°C
  • pentola in acciaio inox
  • caraffa in pirex
  • cucchiaio di legno
  • stampo in silicone
  • carta da forno
  • coperte

Ingredienti:

  • 1000 gr olio d’oliva
  • 127 gr soda caustica in scaglie (sconto del 5%)
  • 300 gr acqua
  • 10 ml olio essenziale di lavanda
  • 2 cucchiai di petali di lavanda essiccati

Per sapone “naturale”, si intende oggi una tipologia di sapone artigianale, realizzato secondo le antiche ricette di produzione del sapone (ad esempio il Sapone di Marsiglia o il Sapone di Aleppo), che prevedono l’utilizzo di uno o più grassi vegetali, della soda caustica e di un liquido, generalmente l’acqua. Per la realizzazione di questo genere di sapone, non si prendono dunque in considerazione fragranze sintetiche, parabeni (conservanti), e coloranti di sintesi; questo ne permette il suo utilizzo quotidiano anche sulle pelli più sensibili e lo rende maggiormente ecosostenibile. Le sue proprietà emollienti inoltre, dovute agli oli vegetali che si utilizzano per realizzarlo, garantiscono all’epidermide un livello di idratazione difficilmente raggiungibile se si utilizzano saponi industriali. Da questi infatti viene spesso estratto il glicerolo – ovvero la sostanza idratante che spontaneamente si forma durante la reazione chimica di saponificazione – per essere poi immesso in creme idratanti per il viso o per il corpo, impoverendo così il sapone industriale, che spesso per questa ragione secca la pelle.

Sapone fatto in casa alla lavanda autoprodotto

Grazie inoltre al suo carattere artigianale, potremmo scegliere liberamente gli ingredienti con cui realizzarlo e profumarlo, così da iniziare un meraviglioso e istruttivo percorso all’interno di alcune conoscenze erboristiche che riguarderanno la selezione dei grassi, in base alle loro diverse proprietà, e la scelta delle erbe o delle spezie e dei rispettivi oli essenziali purissimi, in base ai loro profumi e alle loro note di base, di testa o di cuore, che secondo l’aromaterapia sarebbero in grado di calmare o eccitare i nostri sensi.

Autoprodurre il proprio sapone non è dunque solo una scelta di consapevolezza ecologica, ma anche un modo per prenderci maggiormente cura di noi, per conoscere la nostra pelle e il nostro corpo.

Procedimento

Preparate il vostro piano di lavoro posizionando tutti gli utensili e gli ingredienti sul tavolo, che potreste coprire con dei fogli di giornale o degli strofinacci. Indossate inoltre i guanti di gomma e le due mascherine, quella per gli occhi e quella per la bocca ed il naso. La soda caustica infatti reagisce molto in fretta con i liquidi e la stessa umidità dell’aria; è altamente irritante e corrosiva, dunque è bene proteggersi accuratamente quando la si usa.

Mettete sulla bilancia la caraffa in pyrex e versate al suo interno 300 gr di acqua. Mettete sulla bilancia una tazza e versate al suo interno 127 gr di soda caustica. Spostate la caraffa di vetro nel lavello e versate lentamente al suo interno la soda (MAI fare viceversa!), mescolando con un cucchiaio di legno finché le scaglie non si saranno sciolte. Coprite con un piattino la caraffa, per evitare la dispersione dei vapori caustici e lasciate raffreddare la soluzione.

Mettete la pentola in acciaio inox sulla bilancia e versate al suo interno 1000 gr di olio d’oliva; poi mettete la pentola sul fuoco più piccolo che avete e a fiamma bassissima lasciate che l’olio si scaldi lentamente.

Quando la temperatura della soluzione caustica sarà scesa a 45°C e la temperatura dell’olio d’oliva sarà salita a 45°C, togliete la pentola dal fuoco e versate al suo interno la soluzione caustica. Con un frullino a immersione cominciate ad amalgamare la soda con l’olio; dopo pochi secondi noterete che l’amalgama comincia ad addensarsi e a cambiare colore. Lo stadio ideale di realizzazione del sapone è detto “nastro” e corrisponde ad una consistenza tale per cui alzando il frullino, le gocce dell’amalgama tardano un pochino ad affondare.

Un esempio di un impasto di sapone arrivato a "nastro".
Un esempio di un impasto di sapone arrivato a “nastro”.

A questo punto è possibile aggiungere l’olio essenziale prescelto, ed eventualmente alcune spezie o fiori secchi in base alla tipologia di sapone che si vuole realizzare. Nel caso specifico di questa ricetta aggiungete l’olio essenziale di lavanda e i petali, mescolando con un cucchiaio.

Completato così l’amalgama, versatelo nello stampo in silicone, copritelo con un foglio di carta da forno (potete riutilizzarla per le prossime saponificazioni!), avvolgetelo in coperte di lana o di pile e lasciatelo riposare per 48 ore. Trascorso questo tempo, toglietelo dallo stampo e lasciate stagionare almeno quattro settimane, al termine delle quali potrete tagliarlo con un coltello da cucina a lama liscia e cominciare ad usarlo.

composizione sapone alla lavanda

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39 COMMENTI

    • No cara, non deve bollire. Semplicemente la soda quando viene a contatto con l’acqua, per reazione chimica, ne alza spontaneamente la temperatura, fino circa agli 80 gradi. Per questo è necessario lasciare raffreddare la soluzione caustica.

  1. Ciao! Si può usare anche un altro tipo di olio (per esempio olio di mandorla) oppure solo olio d’oliva?
    Grazie in anticipo! 🙂

  2. Ciao! Si può saponificare con vari oli, e anche con varie combinazioni di essi, ma le dosi riportate su questa ricetta sono esclusivamente valide per questa formula. Ad ogni variazione di olio e della sua quantità, cambiano infatti anche i valori della soda caustica.

  3. Ciao!volevo cimentarmi nella preparazione di questo sapone e volevo sapere come fare per dargli il colore violetto della lavanda…glielo da giá l’olio essenziale o devo mettere nel nastro un colorante?grazie in anticipo per la risposta

  4. Ciao! Generalmente gli oli essenziali non colorano affatto il sapone, solo con l’utilizzo degli oli essenziali di agrumi, ho notato un rilascio leggero, che rende il sapone, seppur bianco panna, più luminoso del solito. Dunque per il violetto credo tu debba aggiungere del colorante, ma su questo non so darti indicazioni precise perché non ne ho mai utilizzati!

    • Io ho sempre utilizzato stampi in silicone (se ne trovano molte tipologie in commercio, tra i casalinghi, come stampi per torte, plumcake e muffin). Con questi stampi non ho mai avuto problemi nella fase del distacco, un po’ per il tipo di superficie un po’ perché lo stampo in silicone puoi “srotolarglielo” intorno

  5. ciao Arianna!volevo chiederti se è possibile utilizzare come stampi i fondi ritagliati dei pacchi di latte?hanno una ricopertura metallica, tipo alluminio all’interno.grazie mille

    • Ciao! Si conserva all’aria o in un cassetto o dove vuoi tu. Meglio se distante da fonti di calore. Per il confezionamento, sta ai tuoi gusti e alla tua estetica 🙂

  6. Ciao Arianna, grazie mille per i consigli per creare il sapone artigianale!
    Appena avrò un pizzico di tempo proverò a fare il sapone da sola…Di solito lo compro da http://www.viellebenessere.com che è il sito di un’aziendina a conduzione famigliare che conosco di persone e gli ingredienti sono veramente naturali non come quelli dei supermercati..

    Tornando alla tua ricetta invece volevo chiederti: quale olio di oliva è meglio utilizzare? quello commerciale va bene o ne devo trovare uno di qualità?

    Grazie :-)))))

    • Io utilizzo un qualunque olio di oliva non extra vergine, che trovo al supermercato. Anzi in genere, proprio il più economico ^^

    • ciao Martino! La tua osservazione è corretta, ma se noti accanto alla quantità di soda necessaria alla ricetta c’è indicato uno sconto del 5%. La spiegazione dello sconto della soda lo trovi però in questo altro nostro articolo: http://autoproduco.it/saponificazione/
      L’operazione matematica che devi fare è questa: 134 g x 0,95 = 127g ed ecco che hai individuato la quantità di soda scontata necessaria per questa ricetta. Nei saponi ad uso cosmetico è sempre meglio mettere meno soda di quanto previsto del coefficiente di saponificazione. Se fai invece saponi che usi come detersivo (come questo http://autoproduco.it/detersivo-piatti-a-mano/) invece di scontare la soda la aumenti (eccesso di soda).
      Grazie per i complimenti! Se hai altre domande siamo a disposizione!
      ciao

    • Puoi decorare il top del tuo sapone senza problemi, poggiando delicatamente i fiori subito dopo aver versato il sapone nello stampo. La soda infatti dopo il “nastro”, si sarà già trasformata, rimanendo in piccolissime tracce che andranno a decadere durante le quattro settimane di “stagionatura” 🙂

  7. Volevo mettere anche un po di gel di Aloe Vera nel sapone. Ho cercato in internet ma Non trovo una ricetta .Posso mettere il gel senza cambiare Niente alla ricetta oppure Devo mettere meno acqua ?grazie

    • Ciao, non ho mai usato il gel di aloe nel sapone, ma stando a quanto scritto da Patrizia Garzena e Marina Tadiello nello splendido libro “Il tuo sapone naturale” direi che puoi metterlo in sostituzione di parte dell’acqua, ma lo aggiungi solo al nastro (altrimenti ne rovini le proprietà).

  8. Grazie per la ricetta! Fatto il mio primo sapone! È possibile avere ricette con l’utilizzo di olio di oliva e olio di mandorle dolci o olio di girasole (oli facili da reperire)?

    • Nei negozi di casalinghi o nei grandi supermercati forniti appunto di casalinghi. In genere è sempre indicato sul fondo della caraffa. Se hai dei dubbi, chiedi al personale

  9. Posso utilizzare lo strutto appena fatto nel senso che appena filtrato dai grasselli e utilizzarlo appena arriva a 45° oppure e meglio metterlo in un barattolo e aspettare che si solidifica x poi riutilizzarlo

    • ciao Daniele, io ho utilizzato una volta lo strutto per fare il sapone (me lo avevano mio malgrado regalato). Però l’ho utilizzato dai barattoli, già solidificato. Non credo cambi molto se lo utilizzi direttamente a 45° o se lo risciogli a 45°… Io avevo fatto il Marsiglia con lo strutto e non sono riuscita ad utilizzarlo: l’odore era terribile e difficilissimo da coprire.

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