Utilizzare un sapone solido per il lavaggio delle mani o del corpo è un’ottima pratica, votata alla sostenibilità e allo zero waste, in quanto si possono evitare packaging inutili e limitare gli sprechi di prodotto. Arriva però il momento in cui la saponetta con l’uso si riduce ad un punto tale da diventare inutilizzabile. A questo punto potete mettere i residui in un vecchio calzetto di spugna capovolto o un sacchettino autoprodotto o, se siete pigr*, acquistarne uno già fatto in negozi specializzati come Friendly Shop.

Altrimenti potete fare delle nuove saponette riciclate. Basta conservare man mano in un contenitore i residui di sapone, una volta asciutti, fino ad averne una buona quantità per poterli trasformare nuovamente in una saponetta dalle dimensioni per così dire “standard”. Adesso vi spiego come.

Riciclare sapone è un piccolo gesto che però ha in sé un grande principio: sfruttare al massimo ciò che si possiede, anche quando sembra un minuscolo scarto, per ritardare o evitare un nuovo acquisto preservando il Pianeta dall’impatto che ne deriva.

Residui di sapone

Come realizzare le saponette riciclate

Strumentazione richiesta.

  • Mixer, oppure coltello/pestello
  • Cucchiaio
  • Pentola capiente
  • Pentolino
  • Stampini

Il mixer è utile per ridurre in polvere i pezzetti di sapone, questo faciliterà non poco la fase successiva di scioglimento. In alternativa il sapone può essere sminuzzato con un pestello o ridotto in piccole scaglie con un coltello (e tanta pazienza).

Il mio consiglio è quello di evitare la corsa all’acquisto di stampini pensati per questo scopo, tipo quegli invitanti con la scritta hand made, che sono tanto carini e d’effetto ma, diciamocelo, se già ne possediamo di diverso tipo sarebbero una spesa inutile e a lungo termine un futuro rifiuto. Io per ovviare al problema ho utilizzato quelli per i muffin, che non si danneggiano nella procedura. L’unica pecca potrebbe essere l’aggiunta di oli essenziali, che potrebbero poi essere assorbiti dallo stampino.

Procedura.

Impostiamo un bagnomaria. Mettiamo a scaldare l’acqua in una capiente pentola e dentro di essa inseriamo anche un pentolino con il sapone triturato in precedenza. Lasciamo ammorbidire. Non è necessario mescolare continuamente, il calore dell’acqua farà il suo lavoro senza il nostro intervento. Ci vorranno dai 20 minuti a mezz’ora, in base al volume del sapone che abbiamo recuperato.

Residui di sapone a bagnomaria

Per facilitare processo possiamo aggiungere di tanto in tanto qualche cucchiaio di acqua bollente, che prenderemo direttamente dalla pentola che sta sobbollendo sul fornello, mescolando leggermente per far sì che si amalgami al composto.

Una volta ottenuta una crema di sapone densa e il più possibile priva di grumi, possiamo metterla negli stampini di silicone.

Sapone pronto per gli stampini

Premiamo bene la crema di sapone negli stampi, per dare una buona compattezza al prodotto finale e lasciamo raffreddare a temperatura ambiente per almeno 2 ore. Consiglio di utilizzare un cucchiaio in questa fase per ottenere una pressione ben distribuita e, cosa non da poco, evitare scottature.

Dopo il raffreddamento il gioco è fatto! Sformiamo con delicatezza le nostre saponette, sono subito pronte all’uso! Se ne abbiamo ottenute diverse, possiamo conservarle in un bel contenitore di recupero in vetro e con coperchio. Trovo che, nell’attesa di essere utilizzate, siano anche decorative su un ripiano a vista in bagno!

Vasetto con le saponette riciclate

Come personalizzare le saponette riciclate

Quella che vi ho descritto è la procedura di base per realizzare le saponette riciclate, ma nessuno ci vieta di sbizzarrirci con la fantasia. Ecco alcune idee per rendere le nostre creazioni più sfiziose.

1 Per ottenere uno scrub aggiungiamo farina di polenta, fondi di caffè o noccioli di albicocca ridotti in polvere.

2Se abbiamo residui di sapone prevalentemente bianchi ma vogliamo ottenere una nuova saponetta colorata, qualche goccia di colorante alimentare farà al caso nostro. Potete anche provare con i coloranti naturali come la curcuma per il giallo o la paprika per il rosa (da non usare poi sul viso!).

3Per donare al sapone una fragranza particolare o più intensa possiamo aggiungere oli essenziali a piacere.

Saponette sgusciate

Nella foto qui sopra, ad esempio, ho realizzato due saponette profumate alla lavanda e a metà del composto ho aggiunto del colorante alimentare rosso che avevo in casa. Trovo bellissimo il color ciclamino che ne è risultato! Se notate, la saponetta colorata ha una striscia bianca sul fondo: per ottenerla basta aggiungere uno strato di crema di sapone non colorata. Questa può essere un’altra idea per formare le vostre saponette in modo originale, creando strisce di colore diverso o realizzando un lato scrub e uno no.

Insomma largo all’immaginazione, questo genere di recupero dà molta soddisfazione!

Due piccole idee “furbe”

1 La prima, che ho testato personalmente, è quella di non buttare subito l’acqua bollente del bagnomaria, ma di utilizzarla per immergervi il pentolino e il cucchiaio prima di lavarli: in pochi istanti la maggior parte del sapone rimastovi attaccato si scioglierà senza fatica.

2 La seconda invece riguarda il reperimento del sapone: è vero che si tratta di un riciclo, ma non è detto che debba partire dai soli residui di saponette usate. Se, come me, avete scovato antiche mini saponette prese come “ricordo” dagli hotel, che magari si sono in parte frantumate nel dimenticatoio del fondo di un cassetto, potete riciclarle allo stesso modo per ottenere nuovi saponi.

2 Commenti

  1. L’idea del sapone mezzo scrub e mezzo no è semplicemente geniale!!…grazie per questo ennesimo prezioso consiglio green Orietta!!😘

  2. Grazie mille Chiara! Questo modo di riciclare mi è piaciuto molto, oggi uso una delle due saponette con gran soddisfazione. Al prossimo giro provo lo scrub e i coloranti naturali. 💚

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