Con queste ricette potete imparare a fare i classici sciroppi, ma anche le due versioni ultrarapide per pigri incalliti.

Quando fa molto caldo dopo un po’ l’acqua (rigorosamente del rubinetto…) comincia a non dissetarmi più. In questi casi mi invento bevande varie, tra cui tè o tisane caldi, che, come insegnano nel torrido deserto, aiutano a riequilibrare la temperatura esterna con quella interna… ustionandoti le budella.

Un’alternativa sono gli sciroppi, con l’unica controindicazione di contenere un eccesso di zucchero, di cui non andrebbe mai abusato. In ogni caso utilizzo zucchero grezzo di canna bio, da commercio equo e solidale.

Il metodo classico.

Come indicato nel mio libro L’erba del vicino, si mettono due grosse manciate di foglie di menta e un paio di limoni bio tagliati a pezzi in 1 litro e mezzo di acqua precedentemente bollita e in seguito raffreddata. Si deve aspettare 4 o 5 giorni per poi filtrarlo, pesarlo e bollirlo con 800 grammi di zucchero per chilo di liquido. Lo si imbottiglia bollente in vasi di vetro di recupero dotati di tappi nuovi a tenuta ermetica. Deve fare il sottovuoto, altrimenti non si conserva.

Tutto questo richiede tanto lavoro e lunghi tempi di attesa. Il che non appartiene alla mia pigra filosofia di vita. L’anno scorso ho quindi sperimentato la ricetta ultrarapida della zia.

Lo sciroppo ultrarapido.

Ingredienti:

  • 100 g di foglie di menta
  • 500 g di zucchero
  • 250 g di acqua

Frullate 200 g di zucchero (sempre quello di canna grezzo, bio e da commercio equo e solidale) con le foglie di menta (ma potrebbero essere anche altre foglie aromatiche come la melissa). Lasciate riposare il composto per un’oretta.

La foto mostra la menta fresca frullata con lo zucchero, a riposo.
La menta fresca frullata con lo zucchero, a riposo.

Prendete il frullato, aggiungetevi il restante zucchero e 250 grammi di acqua. Mettete sul fuoco fino al primo bollore, quando lo zucchero è sciolto bene. Poi filtratelo con una tela fina e imbottigliatelo bollente nei soliti vasi (in questo caso recuperati in un bar, con uno dei due tappi nuovo).

Due bottigliette di vetro, contententi due sciroppi alla menta, ottenuti in due modi differenti.
Due sciroppi di menta a confronto, ottenuti con i due diversi metodi.

Il risultato, come potete notare a sinistra, è uno sciroppo verde molto aromatico (e non ho aggiunto coloranti!), differente da quello di destra, ottenuto col primo metodo, perfettamente trasparente. A me piacciono entrambi, ma preferisco utilizzare il secondo metodo, molto più indolore.

Si può fare anche lo sciroppo di sambuco (il classico Holundersaft altoatesino) con lo stesso metodo. Servono 70 grammi di sambuco, 1 limone piccolo, 200 grammi di acqua e 250 grammi di zucchero grezzo di canna.

Lo sciroppo ancora più ultrarapido.

L’alternativa ancora più ultrarapida, dal risultato ancora diverso, è lo sciroppo alla menta che mi hanno suggerito i ragazzi de La Saponaria: portate ad ebollizione 1 litro di acqua con 400 grammi di zucchero, aggiungere 20 gocce di olio essenziale di menta ad uso alimentare ed imbottigliare bollente come di consueto.

2 COMMENTI

    • Ciao, non vedo il motivo di utilizzare il fruttosio, un dolcificante raffinato che pare abbia effetti peggiori del saccarosio (zucchero bianco ragginato, per intenderci). Purtroppo gli sciroppi, per definizione, si fanno con lo zucchero. Il male minore potrebbe essere zucchero di canna INTEGRALE, bio e da commercio equo e solidale. Un tasto dolente è che modifica molto il sapore e il colore dello sciroppo!

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