Upcycling: cos’è, quando è nato, a cosa serve

Upcycling: cos’è, quando è nato, a cosa serve

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Cos'è l'upcycling? Come posso iniziare? Qualche risposta ad alcune delle domande più frequenti sull'upcycling.

Il logo del Recycling e il logo dell'upcycling Upcycling

Cos’è l’upcycling?

Per upcycling si intende l’utilizzo di materiali di scarto, destinati ad essere gettati, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale. Esempio: l’utilizzo di una cassetta della frutta per creare una libreria.

Esiste un termine italiano per upcycling?

Sì, e no. Usualmente il termine viene tradotto con riciclo creativo, riuso o riutilizzo. Nessuno di questi termini, però, chiarisce il fatto che questo tipo di processo fa acquisire un valore maggiore al nuovo oggetto rispetto all’originale, come succede invece nel caso del prefisso inglese up-.

In che contesto nasce il concetto di upcycling?

Forse non tutti sanno che la prima attestazione del termine upcycling si trova  in  un articolo dell’ottobre 1994 sulla rivista di architettura e antichità Salvo, in un’intervista di Thornton Kay all’ingegnere meccanico Reiner Pilz.

Recycling, I call it down-cycling. They smash bricks, they smash everything. What we need is up-cycling, where old products are given more value, not less.

La frase qui sopra si può tradurre in italiano più o meno così: Il riciclo io lo chiamo down-cycling. Quello che ci serve è l’up-cycling, grazie al quale ai vecchi prodotti viene dato un valore maggiore, e non minore. Reiner Pilz, già da qualche anno, si occupava della realizzazione di oggetti e arredi interni utilizzando come base materiali di scarto provenienti principalmente dall’edilizia: mattoni, colonne, camini, porte, scarti in legno.

Estratto dell'intervista di Thornton Kay a Reiner Pilz, sul magazine Salvo
Estratto dell’intervista di Thornton Kay a Reiner Pilz, sul magazine Salvo

Quali sono i vantaggi dell’upcycling rispetto al riciclaggio (recycling)?

I vantaggi sono molti, legati principalmente al risparmio di energia e alla tutela ambientale. Eccone alcuni:

  • Il riciclo spesso richiede grosse quantità di energia. Permette di riutilizzare alcuni materiali per realizzarne di nuovi ed equivalenti, ma questo processo necessità di una quantità di energia che, pur essendo minore di quella necessaria per realizzare il prodotto ex-novo, risulta comunque notevole. Nel caso dell’upcycling, l’energia necessaria a creare un nuovo prodotto è nulla o molto bassa.
  • non tutti i materiali possono essere riciclati con un’alta efficienza. Nella maggior parte dei casi (il vetro è forse la più grande eccezione) il prodotto finale del ciclo di recycling risulta di qualità minore e non equivalente. Ad esempio, una volta riciclata la carta vergine diventa cartone, ma nel ciclo successivo quest’ultimo è destinato alla discarica o all’inceneritore. Allo stesso modo la plastica riciclata viene utilizzata per realizzare maglioni sintetici; nel ciclo successivo non è più possibile utilizzarla nuovamente. Una lattina è normalmente costituita da un composto di alluminio, una lega di manganese con una parte di magnesio, vernice colorata e un rivestimento che impedisce al tutto di ossidarsi. Trasformare l’alluminio in una lattina finita è un processo relativamente semplice, tuttavia il processo inverso richiede un grosso sforzo. Normalmente, per evitare costi esorbitanti, dopo l’utilizzo tutti i componenti di una lattina vengono fusi insieme, producendo un materiale più debole e di qualità minore del prodotto originale. Questo tipo di processo con perdita di valore è definito downcycling (termine che compare anch’esso, per la prima volta, nell’articolo di Thornton Kay).
  • l’upcycling contribuisce a ridurre il costo della produzione di nuovi oggetti. Produrre da sé o acquistare oggetti realizzati con materiali di scarto permette di ridurre i costi (ambientali e monetari) delle materie prime e, spesso, il tempo di produzione dell’oggetto. Ovviamente il confronto non va fatto con oggetti prodotti industrialmente, ma con un oggetto analogo realizzato con lo stesso metodo, ma materiali vergini.

Inoltre, il riciclaggio, pur contribuendo a migliorare notevolmente l’impatto ambientale, contribuisce ad alimentare la mentalità dell’usa e getta. È un processo che tenta di trovare una soluzione ad un problema già esistente, piuttosto che cercare di prevenirlo. La migliore cura è la prevenzione: ridurre la quantità di materiale a perdere, piuttosto che trovare un modo di evitare che esso deteriori l’ambiente in cui viviamo.

mucchietti di dischetti struccanti lavabili
Dischetti struccanti “upcyclati”

Mi piace! Da dove posso iniziare?

Scheletri nell’armadio: è spesso più facile gettare un oggetto e lasciare che qualcuno lo smaltisca per noi. Una volta finita nella pattumiera, la nostra immondizia è dimenticata e la nostra coscienza a posto. E così, col passare degli anni, noi esseri umani ci siamo ritrovati con un sacco di scheletri nell’armadio a cui pensare: discariche che straripano, rifiuti tossici che finiscono nei fiumi, animali soffocati dalla plastica (abbiamo già dimenticato i cerchietti che tenevano insieme i pacchetti di lattine che, non si sa come, finivano sempre in mare?).

Cambiare le cose non è difficile, ognuno lo può fare. Metodo semplice: andare su un motore di ricerca immagini e digitare “upcycling”: guardare, curiosare, leggere. Ci sono un’infinità di progetti. Un rischio però è di finire per voler assolutamente comprare uno shampoo nuovo per poi poter utilizzare la confezione vuota per fare dei pacchetti regalo. Sarebbe un controsenso, lo scopo è ridurre lo spreco.

Molto più interessante, invece, è fermarsi un momento a riflettere su come possiamo utilizzare i nostri scarti. Avete appena aperto la pattumiera e state per gettare quel cartone che occupava il vostro ingresso da due settimane? Pensate a cosa potreste farci, quante cose potreste costruire. Fatelo per ogni oggetto che vi capita tra le mani. Cosa potrebbe diventare quel rotolino della carta igienica, e queste vecchia penna biro ormai scariche, invece? E che dire di quelle vecchie scarpe con la suola bucata? Scoprirete che da qualsiasi oggetto è possibile creare qualcosa di nuovo, bello, e soprattutto utile.

Mobiletto porta cd verniciato di rosso, con due ripiani per riporre i dischi, creato con una cassetta per bottiglie di vino.
Un esempio di Upcycling: una vecchia cassetta per bottiglie di vino diventa un porta CD.

Ho una grande idea, ma non riesco a trovare i materiali per realizzarla…

Uscite di casa, parlate, chiedete, postate un messaggio su una bacheca o sui vostri profili online, entrate in gruppi di baratto o freecyclenon scoraggiatevi. Spesso trovare quello che serve per il proprio progetto sembra impossibile, ma scoprirete che ci sono molte persone disposte ad aiutarvi nella vostra ricerca. Forse vi capiterà di scoprire un vero e proprio tesoro dell’upcycling: una cantina piena di vecchie cassette di legno, un sacco di magliette colorate, un magazzino di pallets in disuso.

E se la vostra ricerca non dovesse andare a buon fine, non disperate, nel frattempo avrete sicuramente aggiunto qualche numero alla vostra rubrica, conosciuto gente nuova e, perché no, magari avrete allargato la vostra rete di amicizie.

È tutto molto bello, ma dove trovo il tempo per dedicarmi a queste cose?

Come sempre, è questione di priorità. Il lavoro da 40 ore a settimana, la corsa al supermercato per fare la spesa (“perché i mercatini dei contadini locali ci sono solo la mattina, durante l’orario di lavoro…”), recuperare i bambini alla scuola materna, correre di qua, correre di là. Sarà una banalità, ma spesso perdiamo gran parte del nostro tempo in un circolo vizioso in cui si vive per lavorare e non viceversa. Più si lavora più si spende, più siamo obbligati a lavorare.

Senza necessariamente diventare dei militanti controcorrente, è possibile cambiare alcune piccole cose nelle nostre vite per fare in modo da avere più tempo da dedicare a noi, ai nostri progetti, alla nostra famiglia e meno al “lavoro” (quello dell’orario 9.00-18.00, quello del produrre, quello fatto di investimenti e ritorni monetari). Un esempio concreto? Provate a fare un calcolo: si possono risparmiare quasi mille euro all’anno facendosi il pane in casa rispetto a comprarlo al supermercato.

Un piccolo investimento di tempo ogni giorno (da passare in compagnia dei propri figli, del proprio partner, degli amici) permette di risparmiare quasi un mese di stipendio. Moltiplicate questo per ogni oggetto che è fattibile realizzare da soli, anche recuperando materiali attraverso l’upcycling, e capirete  che un risparmio è possibile, sia in termini di tempo che di denaro.

Vi abbiamo convinto? Se sì, date un’occhiata ai nostri progetti di upcycling, fate una ricerca su un motore di ricerca o sbizzarritevi con gli oggetti che avete in casa (la vostra pattumiera vi aspetta!). In poco tempo sarete più felici e avrete più tempo da dedicare alle vostre passioni e ai vostri cari.

Un’idea per il tuo prossimo Upcycling?

Biglietti regalo riciclosi

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Raccogli i biglietti vecchi o altre carte recuperate. Basta che siano di un certo spessore e che non abbiano scritte sul retro. In più servono:...
La foto mostra il salvaspazio inserito sotto il lavello.

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Se ogni volta che aprite lo sportello dell'armadietto sotto il lavello vi viene un momento di scoramento a causa della confusione in cui versa... questa idea fa per voi.
Quadro porta orecchini

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Come creare un quadro porta orecchini da una vecchia cornice.

4 COMMENTI

  1. Carissimo Philipp, ho letto con interesse il suo articolo e l’ho trovato d’ispirazione. Nonostante sia appassionata di “recupero creativo” non conoscevo affatto la parola “upcycling”.la ringrazio di aver aperto questa finestra su di un mondo che sto imparando a conoscere. Mi ha mostrato una nuova prospettiva!!!!
    Da qualche tempo recupero insieme a mio marito vecchi oggetti gettati nelle discariche o “donati”da conoscenti e amici (abbiamo praticamente costretto chiunque conosciamo a non gettare nulla previa nostra consulenza).
    Le parole “recupero creativo” da sempre le abbiamo sentire un Po strette come quella T-shirt alla quale eravamo affezionati da bambini e che ci costringiamo a indossare per nostalgia nonostante siamo cresciuti.
    Ma il concetto che lei ha descritto nell’articolo è un Po ciò che cerchiamo di fare con quello che creiamo. Cerchiamo di creAre oggetti che non solo mettono a tacere la coscienza ma che rispettano il gusto, le tendenze e si integrano perfettamente con gli ambienti regalando un pezzo unico e irripetibile.
    Molte persone che si rivolgono a noi ci chiedono inoltre di mettere mano a oggetti o arredi che già hanno in casa sperando di non dover comprare un oggetto nuovo ma di poter dire ai loro visitatori l’ho riciclato!!!! Intorno a noi e mi riferisco a parenti, amici, conoscenti si è creata una vera atmosfera di ricerca e studio di ciò che viene buttato nel bidone dell’immondizia e pensiamo nel nostro piccolo di aver contribuito al rinnovare non solo oggetti ma il modo di vedere quello che sta intorno con occhi diversi.
    Abbiamo poi aperto una pagina Facebook che descrive ciò che siamo partendo dal nome che abbiamo scelto…. ilpelo nelluovo!!!
    Ringraziandola ancora per il suo lavoro e per avermi dedicato il suo tempo le invio i miei più sinceri saluti!!!!
    Elisa!!!!

    • Carissima Elisa,
      la ringrazio per le sue parole: è bello sentire storie raccontate in prima persona di altre esperienze di autoproduzione e, come in questo caso, di upcycling.
      Quello che conta poi, non è tanto la parola che utilizziamo per definire quel che facciamo: recupero creativo, upcycling, recycling. Probabilmente nessuna descrive in modo perfetto questo approccio al riutilizzo con lo scopo di far rivivere (o vivere in modo del tutto nuovo) vecchie cose. Ma il modo in cui, come dice lei, questo ci permette di creare qualcosa di unico e irripetibile e allo stesso salvaguardare l’ambiente è quello che definisce davvero il valore dell’upcycling. Grazie per seguirci e in bocca al lupo con il vostro progetto!

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