Elisa Nicoli, comunicatrice ambientale

La questione “l’aceto inquina?” nasce da numerosi post, commenti e articoli che demonizzano questo ingrediente molto spesso usato per l’autoproduzione di detersivi per la casa. Ne ho discusso a lungo con Ecorisparmiare ed è anche grazie a loro che abbiamo sentito la necessità di scrivere questo articolo.

Mettiamo a confronto acido citrico e acido acetico

Mi sono quindi sentita in dovere di ri-mettermi a studiare acido acetico e acido citrico.
Ho studiato la DID List (la parte A e la parte B), sulla base di istruzioni per la lettura contenute nei documenti stessi e in questo link e posso confermare che, se vogliamo fare una classifica tra “inquina di più l’acido acetico o l’acido citrico” la risposta è: sono entrambi rapidamente biodegradabili, ma l’acido acetico è più tossico per gli organismi acquatici. Questo non significa che l’acido acetico sia estremamente inquinante, ma che, come spiega Ruggero Rollini, chimico divulgatore scientifico, in determinate circostanze sia preferibile l’uso dell’acido citrico.

Tabella estratta dalla DID list, che mette a confronto acido acetico, acido citrico e Triclosan.

Per capirci qualcosa ho messo a confronto nella tabella estratta dalla DID-list anche il Triclosan, che tutti sappiamo avere un impatto sulla salute molto pesante.
Più è alto il LC50/EC50, meno il prodotto è tossico. Vince l’acido citrico.
Più è basso il valore TF (Cronico) e più il prodotto è tossico. Vince nettamente il Triclosan.
Il DF di acido acetico e acido citrico è 0,05, ciò significa che entrambi sono rapidamente biodegradabili, contro il Triclosan, a 0,5 che è facilmente biodegradabile (il valore 1 indicherebbe che il prodotto persiste nell’ambiente senza biodegradarsi. È il caso ad esempio della Diazolinidylurea, conservante cessore di formaldeide (quindi potenzialmente cancerogeno).

La corrosività dell’acido acetico

Un’altra questione di cui si discute sempre quando si confrontano acido acetico e acido citrico è il fatto il primo dovrebbe essere più corrosivo dell’acido citrico. Grazie sempre a Ruggero Rollini, sono entrata in possesso di uno studio scientifico, dove emerge l’esatto contrario. L’acido citrico è 10 volte più aggressivo dell’acido acetico sull’acciaio inox (nello studio l’AISI 201, a basso contenuto di nichel), anche perché ha un potere complessante più alto. L’acido citrico, infatti, è più efficace come ammorbidente, perché complessa (sequestra) il calcio disciolto nell’acqua in misura maggiore dell’acido acetico.

La produzione di aceto vs la produzione di acido citrico

La grossa differenza, inoltre, tra i due, è che l’acido acetico contenuto nell’aceto è possibile ottenerlo in casa, mentre per ottenere l’acido citrico è necessario un processo industriale, basato su biotecnologia (è stato selezionato un tipo di microrganismo, l’Aspergillus niger, che metabolizza le sostanze zuccherine contenute in determinati vegetali, ottenendone appunto acido citrico). Per lo più l’acido citrico arriva dalla Cina. Il principale produttore europeo, Jungbunzlauer, si è specializzato in acido citrico altamente puro, non per la detergenza casalinga.

Conclusioni

Studiare diverse fonti per poter avere un quadro generale su un determinato tema è sempre importante. È anche prezioso considerare tutto il ciclo di vita di un prodotto per poter fare delle scelte.

Io continuerei a non demonizzare l’acido acetico, o meglio l’aceto, soprattutto se autoprodotto o a km 0. È sicuramente molto meno tossico di qualunque detersivo che trovate al supermercato e che potete usare allo stesso scopo.

Attenzione, infine, a non confondere aceto con acido acetico: non è l’aceto ad essere inqunante in certe condizioni, lo è – come abbiamo visto – la sua componente di acido acetico, contenuta in un normale aceto dell’ordine del 6%.


6 commenti

Raffaella · 6 Maggio 2019 alle 12:24

Vorrei che consideraste l’aceto di alcool. Inoltre ondico: l’acido acetico risulta 53 volte più impastate sull’ambiente rispetto l’acido citrico (lettura libro Mammachimica – Sara Alberghini e Fabrizio Zago)

    Elisa Nicoli · 6 Maggio 2019 alle 12:38

    L’aceto di alcol non credo differisca particolarmente rispetto al’impatto ambientale dell’aceto: entrambi contengono acido acetico se non erro. La differenza può essere la concentrazione: nell’aceto si va su un 5-6% di acido acetico, mentre per quello di alcol la percentuale può essere superiore e quindi l’impatto superiore. Nell’articolo mi sembra chiaro che l’aceto (o meglio l’acido acetico) è più tossico per gli animali acquatici dell’acido citrico. Le mie fonti sono quelle ufficiali, citate nell’articolo, la DID List dell’Unione Europea.

Sara · 9 Febbraio 2020 alle 9:03

qualsiasi aceto, sia di vino che di mele?

    Elisa Nicoli · 9 Febbraio 2020 alle 19:14

    sì, la questione riguarda ogni genere di aceto, di mele, di vino, di miele!

Brenda · 24 Gennaio 2021 alle 12:26

Grazie, spiegazione chiarissima soprattutto per gli ignoranti, come me, in materia. Mi fido del tuo parere perché quello che dici si basa su una profonda conoscenza e su fonti attendibili.

    Elisa Nicoli · 25 Gennaio 2021 alle 19:29

    Grazie mille del complimento, sono anni che effettivamente studio queste tematiche, grazie anche al contributo di chimici professionisti. Sono contenta di essere stata chiara!

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