Proviamo a rispondere se è vero che l'aceto inquina più dell'acido citrico.

La questione “l’aceto inquina?” nasce da numerosi post, commenti e articoli che demonizzano questo ingrediente molto spesso usato per l’autoproduzione di detersivi per la casa. Ne ho discusso a lungo con Ecorisparmiare ed è anche grazie a loro che abbiamo sentito la necessità di scrivere questo articolo.

Mi sono quindi sentita in dovere di ri-mettermi a studiare acido acetico e acido citrico.
Ho studiato la DID List (la parte A e la parte B), sulla base di istruzioni per la lettura contenute nei documenti stessi e in questo link e posso confermare che, se vogliamo fare una classifica tra “inquina di più l’acido acetico o l’acido citrico” la risposta è: sono entrambi rapidamente biodegradabili, ma l’acido acetico è più tossico per gli organismi acquatici.

Tabella estratta dalla DID list, che mette a confronto acido acetico, acido citrico e Triclosan.

Per capirci qualcosa ho messo a confronto nella tabella estratta dalla DID-list anche il Triclosan, che tutti sappiamo avere un impatto sulla salute molto pesante.
Più è alto il LC50/EC50, meno il prodotto è tossico. Vince l’acido citrico.
Più è basso il valore TF (Cronico) e più il prodotto è tossico. Vince nettamente il Triclosan.
Il DF di acido acetico e acido citrico è 0,05, ciò significa che entrambi sono rapidamente biodegradabili, contro il Triclosan, a 0,5 che è facilmente biodegradabile (il valore 1 indicherebbe che il prodotto persiste nell’ambiente senza biodegradarsi. È il caso ad esempio della Diazolinidylurea, conservante cessore di formaldeide (quindi potenzialmente cancerogeno).

Altro punto a sfavore dell’acido acetico è che è più corrosivo dell’acido citrico e chi soffre di allergia al nichel non dovrebbe mai usarlo sull’acciaio, perché se la lega contiene nichel, potrebbe essere rilasciato a contatto con l’aceto. Data la maggiore corrosività non userei l’aceto come ammorbidente nella lavatrice, ma mi limiterei ad usarlo sui pavimenti, sulle superfici non sensibili all’acido e come anticalcare.

La grossa differenza, però, tra i due, è che l’acido acetico contenuto nell’aceto è possibile ottenerlo in casa, mentre per ottenere l’acido citrico è necessario un processo industriale, basato su biotecnologia (è stato selezionato un tipo di microrganismo, l’Aspergillus niger, che metabolizza le sostanze zuccherine contenute in determinati vegetali, ottenendone appunto acido citrico). Per lo più l’acido citrico arriva dalla Cina.
L’aceto è quasi sempre venduto in vetro, mentre l’acido citrico è per lo più venduto in plastica. Allegro Natura lo vende in carta, oppure Biolù lo vende sfuso in alcuni negozi

È sempre bene considerare tutto il ciclo di vita di un prodotto per poter fare delle scelte. Io continuerei a non demonizzare l’acido acetico, o meglio l’aceto, soprattutto se autoprodotto o a km 0. È sicuramente molto meno tossico di qualunque detersivo che trovate al supermercato e che potete usare allo stesso scopo.

2 COMMENTI

  1. Vorrei che consideraste l’aceto di alcool. Inoltre ondico: l’acido acetico risulta 53 volte più impastate sull’ambiente rispetto l’acido citrico (lettura libro Mammachimica – Sara Alberghini e Fabrizio Zago)

    • L’aceto di alcol non credo differisca particolarmente rispetto al’impatto ambientale dell’aceto: entrambi contengono acido acetico se non erro. La differenza può essere la concentrazione: nell’aceto si va su un 5-6% di acido acetico, mentre per quello di alcol la percentuale può essere superiore e quindi l’impatto superiore. Nell’articolo mi sembra chiaro che l’aceto (o meglio l’acido acetico) è più tossico per gli animali acquatici dell’acido citrico. Le mie fonti sono quelle ufficiali, citate nell’articolo, la DID List dell’Unione Europea.

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